Questo è l’archvio articoli di sulpanaro.net
Qui trovi tutti gli articoli che non sono più disponibili sul sito del nostro quotidiano

Un deposito di materiale contaminato a San Felice sul Panaro

da | Lug 13, 2014 | In Primo Piano, San Felice sul Panaro, Medolla, Ultime news | 0 commenti

“L’azienda deve collocare 76.500 metri cubi di materiale contaminato da fibrocemento, per tale intervento ha  previsto la realizzazione di un deposito permanente, nel quale verrà alloggiato il materiale  contaminato, che verrà successivamente ricoperto con geomembrana e capping finale così da  ridurre al minimo l’eventualità di infiltrazioni o l’erosione del vento.  L’altezza finale del cumulo risulterà pari a 10 metri“.
E’ chiaro il progetto che la Dueaenne sas – società di Bruna Braga, moglie di Augusto Bianchini, noto costruttore della zona – intende realizzare in via dell’Industria 506, al Polo industriale a ridosso del paese e per il quale è stata depositata la richiesta di Valutazione di Impatto Ambienbtale (Via) alla Provincia di Modena.

Il principale problema  riguarda  il Comune di San Felice sul Panaro, sul cui territorio sono localizzati l’impianto e le relative
opere connesse e  il Comune di Medolla, il cui territorio è interessato dagli impatti ambientali connessi alla
realizzazione ed all’esercizio dell’impianto: e non è tanto il deposito in sè, ma la fase di spostamento dei cumuli di macerie contaminate: perchè proprio nello spostamento materiali come ad esempio l’amianto liberano la particelle cancerogene. Il materiale contaminato si trova anche in posti abbastanza lontani dal Polo industriale: attualmente è stoccato anche in via Milano, nell’area dei Vigili del Fuoco e in via Milano, nelle quantità che si leggono in tabella:

deposito amianto san felice sul panaro_2

Nella richiesta di Valutazione Impatto ambientale la ditta contempla le varie possibilità di mettere in campo a seconda della bisogna e degli scenari che si prospetteranno. Una delle misure per limitare l’emissioni e i pericoli, ad esempio, è quella di mantenere umido il terreno su cui transiteranno i mezzi di trasporto, tramite l’utilizzo di una autobotte, nonché l’umidificazione del terreno di riporto durante la seconda fase dei lavori”.

Il fascicolo con la richiesta, completo di tutti gli sviluppi di scenario e delle misure da mettere in campo per tutelare da salute dei cittadini, da cui abbiamo tratto a modo esemplificativo le immagini della fotogallery, è disponibile on line sul sito della Provincia di Modena.

La Provincia ha tempo fino al prossimo 14 settembre per presentare le osservazioni sul progetto.

Il progetto però, pone numerose domande, principalmente il dubbio su cosa accadrebbe se dopo aver costruito un deposito di materiale contaminato alto 10 metri, venisse un terremoto che smuove – per sua natura-  tutto quel che trova e in questo caso libererebbe le particelle letali in enormi quantità.