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Mirandola, il Pd disinnesca il referendum sull’ospedale

da | Giu 5, 2015 | In Primo Piano, Mirandola | 0 commenti

Il referendum sull’ospedale di Mirandola? Per il Partito Democratico non è necessario: il percorso partecipato di cui parla il quesito referendario promosso dalle opposizioni di Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle si farà qualunque sia l’esito della consultazione, quindi tanto vale risparmiare i 60 mila euro necessari per far svolgere il referendum e non tenerlo proprio. Questo lo spirito dell’ordine del giorno che sarà presentato il prossimo 30 giugno in Consiglio Comunale dal gruppo del Pd e dalla lista civica I Mirandolesi.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina in Comune dai due gruppi consiliari e dal sindaco Maino Benatti, il quale ha definito l’operazione delle opposizioni “Una truffa per prendere in giro i cittadini”. Infatti, se si terrà il referendum non si voterà a favore o contro l’ospedale, o sì o no alla sua chiusura. Semplicemente, si chiede se i mirandolesi vogliono o no un percorso partecipato di confronto sul destino del nosocomio, questione che “nulla c’entra con la chiusura del Santa Maria Bianca, che non è assolutamente in vista”, assicura il sindaco. E chi gli mette in bocca parole diverse, rischia una querela, ha annunciato.

Come si legge anche in una nota del Comune di Mirandola, il sindaco spiega che «Con la raccolta di firme per indire il referendum sull’ospedale di Mirandola, Forza Italia Lega Nord e Movimento 5 Stelle, stanno prendendo in giro i cittadini. Raccontano che in questo modo si decide la salvezza dell’ospedale, ma il referendum per cui raccolgono le firme è solo consultivo, ovvero non decide nulla, non comporta alcun tipo di vincolo per nessuno, ma serve solo a sondare il  parere dei Mirandolesi, con un costo superiore ai 60 mila euro per le casse comunali. Dicono inoltre che il sindaco vuole chiudere l’ospedale. Mentono sapendo di mentire. Io ho sempre lavorato per salvaguardare, modernizzare e qualificare l’ospedale cittadino. Chiedono un percorso partecipato per il Santa Maria Bianca, una richiesta che ci trova senza dubbio d’accordo, senza bisogno di indire costosi referendum. Abbiamo proposto ai promotori del referendum di avviare da subito un percorso partecipato, tutti assieme, risparmiando tempo e denaro, ma non hanno accettato. Il percorso per il nostro ospedale, coinvolgendo i cittadini, lo faremo noi anche attraverso un ordine del giorno in Consiglio comunale. Ci aspetta una nuova fase di programmazione sanitaria ed è giusto arrivare al confronto con Usl, Regione e altre istituzioni con un progetto partecipato e una proposta ampiamente condivisa da tutto il territorio dell’Area Nord. In primo luogo il nostro ospedale deve guardare avanti e non indietro a qualche anno fa, come vorrebbero invece i promotori del referendum. Il Santa Maria Bianca deve essere ulteriormente qualificato e arricchito con nuovi servizi e deve essere organizzato in modo da rispondere alle esigenze dei pazienti. Ricordo infine che per il nostro ospedale, sono stati investiti dalla Regione 20 milioni di euro per le opere di ripristino in seguito al terremoto del 2012. Ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, che nessuno vuole chiudere il Santa Maria Bianca».

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