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Cinema che fu: Febbre da Cavallo

da | Mar 24, 2016 | Cinema, Recensioni | 0 commenti

Un classico di Steno, nato come prodotto da cassetta e trasformato in film di culto. Buona lettura!

La locandina

La locandina

La trama

Tre impuniti della peggior natura (l’indossatore, il guardiamacchine e il nullafacente) passano le giornate con truffe articolate per racimolare i soldi necessari per scommettere ai cavalli.
Essendo pessimi scommettitori puntualmente perdono e Mandrake, l’anima del gruppo, va in bianco con la compagna, ricevendo insulti, oggetti in testa e improperi di ogni natura.

Verranno coinvolti n un processo farsa per una delle loro truffe meglio riuscite e verranno assolti per totale infermità mentale, in quanto malati del gioco e simpatici saltafossi.

Un film cult

Cosa definisce un cult movie dalla solita commedia italiana fomentata a maccheroni e peperoncino?
Nel caso specifico della pellicola in questione la nascita di un fan club sulla base del film (i febbristi) sicuramente ha inciso sulla sua rivalutazione.

Da profani è impossibile non amare le gag di Proietti dentro e fuori le lenzuola, la cialtroneria di Er Pomata interpretato da Montesano in stato di grazia o il simpatico meridionale guardiamacchine, che in un modo o nell’altro dà credito a questi due cialtroni e li segue pedissequamente.

La regia di Steno (a differenza di quella portata avanti dai suoi figli) non si discute e, grazie ad un’ottima scrittura, i tempi comici si susseguono a ritmo continuo, grazie ad una serie di personaggi corollari ineguagliabili: Manzotin il macellaio arricchito, la sorella del Pomata che lavora in banca ma ha un fiato mefitico che uccide qualsiasi cosa sul suo cammino, la nonna del Pomata che muore a comando per salvare dai debitori il nipote e così via.

Nonostante gli anni, le tecnologie e il cambiare del tempo il cast di Febbre da cavallo rimane nella memoria e nel cuore di tutti noi, grazie a nomi eccelsi della commedia italica.

Il motivo che rimbomba per tutto il film (e bum chica bum, e bum chica bum, e bum chica bum AAAAAAAAAAAAHHHHHH) si pianta nella testa dello spettatore e non lo abbandona facilmente, le gag basate su personaggi ingenuotti come il farmacista e il macellaio regalano momenti unici, grazie alla mimica eccezionale degli attori principali.

Concludendo

Un film all’inizio snobbato nelle sale cinematografiche grazie al VHS e agli incessanti passaggi in TV ha guadagnato una popolarità inaspettata, tanto da spingere i produttori a girare il seguito anni dopo. Un esempio classico della commedia italiana pura e semplice, senza troppi fronzoli, godibile ancora oggi grazie ad una scrittura pungente e a tempi comici straordinari. Da rivedere magari con gli amici per una serata spensierata.

Voto: 8/10

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