Sanità, il M5S accusa: “La Bassa depredata dei suoi posti letto”

da | Mar 17, 2017 | San Prospero, Salute | 0 commenti

“All’Area Nord mancano 68 posti letto. Quelli che il PAL mise nero su bianco ma che nei fatti resta senza ragione inattuato visto che da ormai 5 anni quelli realmente disponibili sono 130 invece dei 198 preventivati. Un deficit che deve essere colmato al più presto”. È questa la richiesta di Giulia Gibertoni contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta riguardo al Piano Attuativo Locale dell’Area Nord, il documento che rappresenta lo strumento di programmazione strategica per le Aziende sanitarie locali. “Visto che il Piano dei servizi sanitari della provincia di Modena sta per essere rinnovato, crediamo che prima di fissare qualsiasi nuovo obiettivo sia necessario partire dalla verifica dei risultati di quanto promesso in precedenza – spiega Giulia Gibertoni – Mi riferisco al PAL che in realtà non è mai stato pienamente attuato visto che il famoso potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio di Mirandola non ha ma trovato alcun riscontro reale. Basti pensare al declassamento dell’ospedale e all’incredibile deficit di posti letto. Il documento firmato da tutti i sindaci dell’epoca infatti prevedeva la soglia dei 198 posti letto a disposizione: peccato che questa cifra non si sia mai raggiunta, anzi. Dal 2012 i posti sono 130, ben 68 in meno. Se è vero, come sostiene l’ASL, che un posto letto in Emilia-Romagna costa 575 euro al giorno, allora nell’area Nord si realizzano ‘risparmi’ di circa 40.000 euro al giorno proprio con questa attuazione al ribasso del PAL. E sarebbe interessante capire in che modo sono state investite le risorse derivate da questo risparmio fatto sulla pelle dei cittadini dell’Area Nord. Se siano finite in progetti di potenziamento dei servizi sanitari del territorio oppure siano stati dirottati altrove”. Per questo nella sua interrogazione Giulia Gibertoni chiede alla Giunta di avviare al più presto un confronto con l’ASL di Modena proprio affinché all’interno del nuovo Piano dei servizi sia quantomeno previsto il recupero di quanto non raggiunto dal vecchio PAL. “Crediamo che sia il minimo che si possa fare in questo momento anche per invertire la sensazione, per usare un eufemismo, che i servizi sanitari a Mirandola e nell’Area Nord siano ormai di serie C – conclude Giulia Gibertoni – Oltre a questo, è assurdo che con risorse della ricostruzione vengano finanziate opere fuori dal cratere, di fatto depredando gli standard pre-sisma.   Per questo ci chiediamo la ragione del silenzio dei sindaci dell’Area Nord e li invitiamo a esprimersi con forza e a pretendere che i diritti dei propri cittadini vengano rispettati”.