Richiedenti asilo, non si trovano le strutture: slitta la data di arrivo nella Bassa

da | Apr 7, 2017 | In Primo Piano, San Felice sul Panaro, Richiedenti asilo | 0 commenti

Per i richiedenti asilo non si trovano strutture nella Bassa, così il loro arrivo che era previsto per metà marzo è slittato. E’ quanto emerge dagli incontri che i sindaci, a Camposanto prima, a San Felice sul Panaro ieri sera in un’affollata e a tratti agitata assemblea al Pala Round Table, stanno portando avanti nei territori, e in cui si ripete all’infinito l’appello ai cittadini ad aprire le porte delle loro case a questi nuovi ospiti.

Perchè questo ritardo? Come ha ricostruito ieri sera il sindaco di San Felice, Alberto Silvestri, la patata bollente dei richiedenti asilo nella Bassa (che peraltro nel tempo di un batter di ciglio sono diventati per tutta l’Unione Area Nord 280 da ospitare, invece dei paventati 213) i Comuni se la sono trovati tra capo e collo senza tante cerimonie.

“L’esonero dell’obbligo di accoglienza nelle terre del cratere è venuto meno il 31 dicembre 2016 – argomenta il sindaco – Chi lo ha deciso che dobbiamo accogliere i richiedenti asilo? L’Associazione Comuni Anci, il Governo e la Conferenza Stato-Regioni. Una decisione presa in seguito al venire meno della possibilità di ospitare dopo i terremoti di Centro Italia in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Abbiamo avuto sul tema tanti incontri con la prefettura: il 6, 16 e 22 febbraio a Modena, il 7 marzo qui da noi, il 28 marzo a Bologna e il 30 marzo a Modena”.

Il livello di coinvolgimento dei Comuni nella decisione di accogliere, insomma, è stato pari a zero. E tale rimarrà, almeno nelle volontà dei sindaci. “Abbiamo detto chiaramente – sottolinea Silvestri – che la gestione di queste persone non deve essere fatta da noi, ma da chi vince il bando della Prefettura”.

E qui siamo all’empasse. Infatti, attualmente la gestione dei profughi nella provincia di Modena è in capo alla cooperativa Caleidos che vinse l’ultimo bando e che ha avuto una proroga fino al 30 aprile. Il nuovo bando, quello che prevede l’arrivo di un altro migliaio di persone in tutta la provincia, è ancora aperto quindi non si sa chi gestirà la questione dal 30 aprile in poi. 
Certo, da quanto si apprende la cooperativa avrebbe già tastato il terreno nella Bassa per cercare alloggi, ma pare con scarso successo. Da qui l’appello dei sindaci ai cittadini che vogliano ospitare i richiedenti asilo. Gente, ha sottolineato ieri Silvestri, che “piaccia o no arrivano qui, sono quelli che sbarcano sulle nostre coste. Non possiamo far finta di niente”.

Ma quanti richiedenti asilo arriveranno nella Bassa? Il sindaco Silvestri afferma che i Comuni hanno chiesto numeri bassi (“4-6 persone ciascuno al massimo, una cifra simbolica”), che queste persone vengano alloggiate in strutture idonee e che si mettano a disposizione per opere di volontariato e progetti di integrazione (“organizzati da chi vince il bando, non dal Comune”). A chi gli chiedeva quando si raggiungerà il tetto massimo di 280 persone per tutta la Bassa il sindaco ha spiegato che la volontà dei Comuni è quella di non arrivarci e fermarsi ai numeri simbolici (ma vedremo ovviamente cosa si deciderà dall’alto) e sulla durata di permanenza di queste persone nei nostri paesi ha glissato: “Si tratta di persone che chiedono asilo. Quando lo ottengono saranno libere di andarsene”, ha detto. E se non lo ottengono? “La nuova legge facilita le espulsioni”. E quanto dura l’analisi della domanda? “Grazie alla nuova legge sarà più veloce”.

In media, spieghiamo noi, l’analisi della domanda di asilo dura 18 mesi tra primo grado e appello. Quanto rimarranno qui i richiedenti asilo in attesa dell’esito della loro domanda? Il tempo di prendere le varie misure, raccogliere i documenti e preparare le domande, presentarle e aspettare le risposte del Tribunale, si rischia di arrivare comodamente ai due anni.

Come si diceva prima, il confronto è stato a tratti aspro e i toni si sono alzati, soprattutto quando i cittadini – un centinaio quelli presenti  – esprimevano la loro rabbia nei confronti dei tanti questuanti che si vedono all’ingresso dei supermercati, o dei nullafacenti che bazzicano nei parchi o sui treni.. A vigilare su quanto accadeva c’erano quattro agenti della Polizia Municipale e c’è stato un passaggio di una gazzella dei Carabinieri. 

Chi sono e da dove vengono i richiedenti asilo, gli ultimi dati