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Ultimo giorno per conoscere la frizzante storia di una celebrità: prosegue “Lambrusco Mio”

da | Mag 13, 2017 | Agricoltura | 0 commenti

Ancora una giornata per rendere omaggio al territorio modenese ed emiliano e al “nostro” vino. “Lambrusco Mio” è un’occasione per poter davvero scoprire cosa c’è dietro a un calice di bollicine rosse: cultura, tradizione, arte, lavoro. Un appuntamento all’interno di una cornice d’eccezione, che sottolinea il forte legame con il territorio e la sua storia: il Palazzo dei Musei di Modena. L’evento vede coinvolte 22 cantine di Modena e Reggio Emilia, con decine di etichette in degustazione e da acquistare.
      
       Al pubblico che, ancora per domani, varca la soglia del Palazzo dei Musei dalle 10 alle 20, viene consegnato un calice firmato Riedel per degustare il Lambrusco, creato appositamente per le DOP modenesi; si accede poi  al percorso con 22 tappe di assaggio, quante le cantine presenti, arricchite dai prodotti tipici del territorio come  Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Modena, crescentine, a cura del Consorzio Modena a Tavola e Piacere Modena. Sono previste anche degustazioni guidate a cura dell’AIS, Associazione Italiana Somellier, e nel corso degli incontri si analizzano caratteristiche, diversità e particolarità del Lambrusco proveniente dalle province di Modena e Reggio Emilia (si tratta di tre appuntamenti previsti per le ore 11.30, 17.30 e 18.30).
      
       Con lo stesso biglietto i visitatori possono visitare l’itinerario storico “Dall’uva perusinia al Lambrusco” che si snoda tra i Musei Civici e la Galleria Estense. “Mutina va fiera dell’uva perusinia, d’acino nero, il cui vino sbianca nel giro di 4 anni”, scriveva Plinio nel I secolo d.C.: dall’antenato del Lambrusco a oggi, è possibile ripercorrere le tracce di una secolare tradizione di eccellenza attraverso visite guidate a tema fra le raccolte dei Musei Civici, dell’Archivio Storico e della Galleria Estense (in entrambe le giornate le visite seguiranno questi orari: Musei Civici 10.15 e 16; Archivio Storico 12.15 e 17, Galleria Estense 12.30 e 18).
       Il Lambrusco ha una storia antichissima, che già i letterati dell’epoca romana come Catone, Virgilio e Varrone descrissero nelle loro opere. Diversi autori classici portano la testimonianza dell’esistenza, nel territorio emiliano, di un vitigno selvatico denominato “Labrusca vitis”, che cresceva negli ambienti più marginali delle campagne coltivate e che aveva la particolarità di produrre un’uva dal gusto spiccatamente aspro.
       E proprio i disciplinari di produzione delle Denominazioni d’Origine Protetta sottolineano una curiosità e un primato che forse in pochi conoscono: “il Lambrusco è considerato uno dei vitigni più autoctoni del mondo in quanto deriva dall’evoluzione genetica diretta della vitis vinifera silvestris occidentalis, la cui domesticazione ha avuto luogo nel territorio modenese”.

           Domenica 14 maggio l’appuntamento è alle 10.30 con la presentazione di Bubble’s Magazine, una rivista su carta che parla di vini italiani spumeggianti e di tutto quel quel mondo che gravita intorno alle bollicine; l’editore è Andrea Zanfi, il direttore è Giampietro Comolli, noto “uomo delle bollicine” italiane e non solo. In epoca digitale e virtuale, dove blogger e app la fanno da padrone, dove 140 caratteri già sono tanti per esprimere un pensiero è confortante sapere che c’è chi punta sulla carta stampata di qualità: Bubble’s è patinato e da collezione, un libro leggero, circa 150 pagine, quadrimestrale, assolutamente in italiano.
      
       “Lambrusco Mio” è un’iniziativa a cura del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena e Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, in collaborazione con i Musei Civici, la Galleria Estense e l’Archivio Storico Comunale.

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