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Maxi allevamento Finale, la Regione chiede nuovi documenti

da | Dic 28, 2017 | In Primo Piano, Finale Emilia | 0 commenti

“Le criticità segnalate dall’Osservatorio civico “ora tocca a noi” riguardanti l’allevamento zootecnico intensivo che la società Cascone avrebbe intenzione di realizzare sul territorio finalese, hanno finalmente sortito esiti importanti”.

Così si legge in una nota dell’Osservatorio che fa il punto sulla questione del maxi allevamento.

“La Regione Emilia Romagna – prosegue la nota – infatti, ha fatto proprie le molteplici problematiche inerenti questo progetto impattante, facendo richiesta alla società Cascone di tutta una serie di documenti mancanti nella richiesta di Procedura di VIA. In particolare gli uffici regionali pongono l’attenzione sullo “Stato chimico scarso per inquinamento da nutrienti e da altre sostanze tossiche” del corpo idrico definito “Freatico di pianura fluviale ” cioè la falda superficiale per uno spessore di 10-15 metri di profondità e a tal proposito vengono chiesti chiarimenti sui pozzi previsti nel progetto, mettendo in risalto il rischio di interconnessione tra i diversi acquiferi”.

“Con riferimento – si legge ancora nel comunicato – alle emissioni in atmosfera la Regione chiede inoltre di presentare una relazione relativa alle conseguenze in termini di emissioni in atmosfera per gli inquinanti PM10 e ossidi di azoto (NOX) e a tal proposito è la Regione stessa che ricorda che l’ammoniaca prodotta dall’attività di allevamento zootecnico è un gas precursore per la formazione di polveri (PM10), sottolineando poi che il Comune di Finale Emilia è inserito nell’elenco regionale dei Comuni in cui il valore limite per le PM10 risulta già superato. A queste richieste si assommano svariate segnalazioni di criticità relative all’autorizzazione paesaggistica, all’inquadramento territoriale, all’ambito del riferimento progettuale e al quadro di riferimento ambientale. Su quest’ultimo punto colpisce il richiamo che la Regione fa relativamente alle analisi chimiche di terreno superficiale, in quanto queste ultime presentano concentrazioni di Zinco molto superiori alla media dell’area. Anche sul Permesso di costruire vengono sollevati dubbi in particolare sulla legittimità del “contributo di costruzione” in quanto la Regione afferma “…l’intervento non risulta totalmente un intervento per ripristino danni da sisma”.

“Tutti questi elementi di forte criticità – conclude la nota –  emersi e segnalati anche dalla Regione Emilia-Romagna, devono portare alla soppressione di questo nefasto progetto. Il territorio finalese non può più sopportare altri impatti ambientali”.

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