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E’ nata la fondazione che realizzerà l’Hospice territoriale

da | Dic 21, 2017 | Mirandola, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Concordia, Medolla, Cavezzo, Camposanto, San Possidonio, San Prospero, Novi, Soliera, Carpi | 0 commenti

E’ stata costituita giovedì 21 dicembre a Carpi la fondazione in partecipazione per realizzare l’Hospice territoriale “San Martino” a servizio dei due Distretti sociosanitari di Carpi e Mirandola. Promotori della fondazione sono ASP (Azienda di Servizi alla Persona Comuni Modenesi Area Nord), l’Associazione Malati Oncologici (AMO) di Carpi e dei Nove Comuni Modenesi Area Nord. Il consiglio di gestione è formato da 9 persone nominate tra i promotori-fondatori, presidente è l’avvocato Daniele Monari.
La realizzazione dell’Hospice rappresenta un traguardo storico per il territorio visto che ormai da 15 anni si parlava di questa struttura.
La programmazione sanitaria della provincia di Modena, definita dal Pal (Piano attuativo locale) la realizzazione la realizzazione di Hospice per assicurare una risposta appropriata e un luogo di accoglienza dei malati terminali in fase avanzata di malattia per la pratica di cure palliative. “L’AMO di Mirandola – dichiara Donatella Pozzetti, Presidente del sodalizio che opera nel campo delle cure palliative nei nove comuni della Bassa Modenese – ritiene da sempre strategico questo traguardo. La connotazione palliativa che caratterizza l’Associazione ha stimolato le progettualità dedicate al sollievo del dolore fisico e della sofferenza interiore, nel rispetto della dignità del malato e della famiglia. La necessità di pensare ad una struttura di questo tipo si è fatta ancora più impellente dopo la drammatica esperienza del terremoto che ha rafforzato l’esigenza di implementare e completare l’offerta di servizi alla persona del territorio”.
La proposta messa in campo dalla “cordata”, sulla base dell’intesa raggiunta da tutti i 13 i Comuni del distretto (qualli dell’Area Nord e quelli delle Terre d’Argine), prevede la realizzazione dell’Hospice nell’area dell’ex fornace di Budrighello, a Ponte Pioppa di San Possidonio, area baricentrica tra i centri principali di Carpi e Mirandola. Questa posizione mediana, raggiungibile in 25-30 minuti in auto, faciliterà l’accesso ai parenti dei degenti, al personale sanitario, assistenziale e volontario.
“Le risorse necessarie per costruire l’Hospice intitolata a San Martino, patrono delle cure palliative, sono stimate in 3.5-4 milioni di euro – spiega Paolo Negro, Presidente ASP Area Nord -. I tre soci promotori della Fondazione apporteranno 900mila euro: 500mila ASP e 400mila le due Amo. Gli altri fondi arriveranno da contributi di Fondazioni bancarie di Carpi e Mirandola e la parte rimanente, circa 20% del costo totale mediante “azionariato popolare”, ovvero offerte e donazioni da privati, cittadini e aziende che vorranno aderire con aiuti economici ma non solo a realizzare questo traguardo. Il distretto disporrà di una struttura, frutto di un costante dialogo con l’Asl, che rappresenterà l’anello mancante tra assistenza domiciliare e ospedale”. Per chi vuole donare, è possibile farlo sul conto corrente n. 2632275 c/o BPER Banca intestato a Fondazione Hospice Area Nord San Martino.
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione della struttura, il 2018 sarà dedicato ad acquisto dell’area dove sorgerà, progettazione e raccolta fondi, la posa della prima pietra è prevista per il 2019. L’edificio che ospiterà l’Hospice sarà monopiano, a basso impatto, composto da 14 “appartamenti” con spazi comuni, che ricostruiscono l’ambiente familiare.

Incidenza tumori in provincia di Modena
Gli ultimi dati disponibili fanno riferimento al 2015 quando i nuovi casi di tumore sono stati 4082, le persone decedute 2020, in linea con gli standard europei. Per quanto riguarda i due Distretti di Carpi e Mirandola, i nuovi casi (dati del 2012) sono stati 950, il 28% dell’intera provincia; i decessi 580, in linea coi dati provinciali. L’Hospice di rivolge a quel 45% di persone che non guariscono e che, nel corso della malattia, avranno bisogno di cure di supporto e palliative, molte delle quali vengono fatte al domicilio del paziente. Si stima che il 70-80% delle persone affette da tumore in fase avanzata di malattia muoiano nel loro domicilio, la quota restante, per vari motivi, in ospedale. Quando la gestione famliare del paziente non è possibile, l’Hospice diviene il luogo vocato e attrezzato per assistere il malato.