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Discarica di Finale Emilia, “La Regione vuole proprio che resti il polo pattumiera”

da | Giu 21, 2018 | Finale Emilia | 0 commenti

“Limitarsi ad elencare una serie di valori solo apparentemente non negativi, che continuano invece a lasciarci molte perplessità e su cui chiederemo spiegazioni più approfondite, non cambia la realtà dei fatti, ovvero che verso il territorio di Finale Emilia è in atto ormai da diverso tempo un vero e proprio accanimento dal punto di vista ambientale. Realtà che la nuova discarica non potrà fare altro che peggiorare irrimediabilmente, tra rischio idrogeologico, sismico e inquinamento delle acque”. È il commento di Giulia Gibertoni dopo che ieri pomeriggio l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo ha risposto in aula a un’interpellanza sulla situazione ambientale e sanitaria di Finale Emilia anche alla luce della realizzazione di una nuova discarica. “Ci aspettavamo da parte della Regione una risposta concreta alle nostre sollecitazioni e alla richiesta legittima da parte dei cittadini che hanno già depositato una petizione con oltre 2mila firme per fermare lo scempio che da tempo si sta perpetrando nel loro territorio – spiega Giulia Gibertoni – Invece l’assessore Gazzolo si è limitata a leggere in aula una serie di dati la cui sintesi dovrebbe essere quella di evidenziare come i parametri ambientali siano più o meno nella norma. Peccato però che una valutazione cumulativa dell’impatto delle tante criticità presenti ormai da tempo a Finale non sia mai stata fatta, come del tutto assente è una seria valutazione di impatto sanitario. La Giunta fa finta di non sapere che Finale con il passare del tempo è stata trasformata in un vero e proprio ‘polo pattumiera’, costretta a convivere con diverse realtà che hanno impatti ambientali significativi come gli inceneritori a biomasse, l’impianto di Enel Green Power, Ecoblocks, Aimag, altri impianti a biogas, molti allevamenti intensivi, un Piano Cave che danneggia il territorio e gli impianti del Polo Ceramico, alcuni di questi autorizzati tra l’altro singolarmente senza procedure di valutazione di impatto ambientale. E comunque senza una valutazione di impatto sanitario, tema imprescindibile in un simile contesto. Ecco perché voler perseverare nel progetto della nuova discarica sarebbe come emanare una sentenza di condanna definitiva oltre che per quel territorio così già martoriato, anche per i cittadini di Finale.

A quanto pare quando in Emilia-Romagna ad una comunità tocca il destino di ospitare una discarica si cerca di fare in modo che questo destino sia ‘per sempre’: infatti a Finale Emilia siamo alla terza discarica, se contiamo i progetti, oppure alla sesta se contiamo i lotti.

Più che realizzare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti sarebbe necessario – conclude Giulia Gibertoni – prevedere la bonifica e messa in sicurezza di quelli già esistenti, oltre a prevedere la progressiva dismissione di altri, così come suggerito nel Piano regionale di gestione dei rifiuti che però ad oggi resta sostanzialmente inapplicato visto che il binomio inceneritori-discariche continua ad essere quello predominante anche a discapito della salute dei cittadini”.