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Le bande dello spray al peperoncino: dalla Bassa a Corinaldo

da | Ago 4, 2019 | In Primo Piano, San Prospero, Bomporto | 0 commenti

SAN PROSPERO, BOMPORTO – Emergono particolari inquietanti dalla vicenda dei giovani arrestati per la strage in discoteca. Secondo gli inquirenti, i giovani erano una vera e propria banda dedita a furti e rapine nelle discoteche del Centro e Nord Italia. Lo scorso 8 dicembre Corinaldo fu una delle tappe del loro criminale girovagare che costò la vita a cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni ed una donna di 39.

A dare una svolta alle indagini, condotte dal nucleo investigativo del Reparto operativo di Ancona, sotto la direzione della Procura, una “attività di ricostruzione – come spiegato dalla Procura nel corso di una conferenza stampa – con accertamenti tecnici del Ris per verificare che i disturbi accusati dalle persone fossero dovuti a sostanza urticante. Poi è stata individuata la presenza di questo gruppo criminale attraverso l’analisi delle celle impegnate e degli apparati telefonici di questi soggetti che risulta del tutto coerente con la loro presenza a Corinaldo. Poi una successiva attività tecnica ha confermato questo dato”.

I sei sarebbero responsabili di altri undici colpi messi a segno in diverse discoteche: un furto commesso nella notte tra il 9 e 10 marzo 2019 alla discoteca “Dorian Grey” di Verona; un furto il 30 marzo 2019 all’interno dell’area di servizio “Esino Ovest” di Chiaravalle (autostrada A/14); due commessi tra il 30 e 31 marzo 2019 presso la discoteca “Mia Clubbing” di Porto Recanati (MC); 5 avvenuti nella notte tra il 4 e 5 maggio 2019 presso la discoteca “Made Club” di Como e “K-Klass” di Tavernerio, in provincia di Como (la refurtiva in questo caso veniva però recuperata dai Carabinieri durante un controllo alla circolazione stradale dopo essere stata lanciata dall’auto in movimento); due furti commessi nel tardo pomeriggio del 2 giugno 2019 presso la discoteca “Parco Europa” di Padova.

Del gruppo faceva parte anche un 65enne, gestore di un negozio “Compro oro”, che gestiva la refurtiva stimata in 15 mila euro al mese.

Quello di Corinaldo è un episodio finito in tragedia che nell’immediato riportò alla mente quanto accadde a Torino il 3 giugno 2017, quando un’altra banda seminò il panico spruzzando dello spray in piazza San Carlo, dove si trovava il maxischermo per la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid: allora morì una donna e rimasero ferite 1.526 persone. Secondo gli inquirenti, le due bande avrebbero potuto avere dei contatti.

Anche nella Bassa, però, sono stati registrati episodi legati all’uso di spray urticante che per fortuna non hanno avuto tragiche conseguenze. Nel maggio 2018 uno studente di 17 anni del liceo Morandi di Finale Emilia, durante una lezione, utilizzò, per fini goliardici, uno spray urticante di libera vendita provocando la sospensione delle lezioni per la leggera intossicazione di dieci compagni di classe. Oppure nel settembre 2017 alla Festa dell’Unità di Modena quando, forse proprio per un tentativo di rapina, fu spruzzato dello spray e sette persone rimasero ferite e nel 2016 un episodio simile si registrò al Vox di Nonantola.

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