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Sanità, Prc: “No agli ultimatum della Regione per la Bassa”

da | Ott 9, 2019 | Finale Emilia | 0 commenti

FINALE EMILIA, MIRANDOLA, SAN FELICE, CAVEZZO, CONCORDIA, CAMPOSANTO, MEDOLLA, SAN PROSPERO E SAN POSSIDONIO – Sanità, Prc: “No agli ultimatum della Regione per la Bassa”. Il partito della Rifondazione comunista va all’attacco della Regione che porrebbe ultimatum per far accettare il nuovo ospedale di Carpi e il mantenimento dello status quo a Mirandola per arrivare alle elezioni regionali senza proteste. Il piano è stato presentato in un incontro tenutosi la scorsa settimana tra i sindaci dei comuni della bassa e la Regione.
Scrive Stefano Lugli, segretario regionale di Rifondazione
La carenza di servizi  nella bassa modenese dura ormai dal terremoto, da quando l’ospedale di Finale Emilia ha chiuso causa inagibilità e i posti letto dell’ospedale di Mirandola sono stati ridotti e mai più ripristinati.
E la Regione non intende ascoltare i cittadini della bassa. Cittadini che lamentano soprattutto la necessità di percorrere lunghe distanze anche per una semplice visita di controllo, se si vuole farla in tempi ragionevoli. E il disagio di doversi recare in ospedali lontani per assistere famigliari ricoverati. Un problema non da poco, perchè sono prevalentemente le persone anziane a doversi spostare, e i famigliari a doverli accompagnare, perdendo a volte intere giornate di lavoro. Per non parlare del traffico e delle condizioni delle strade di collegamento, ma pare che la priorità sia l’autostrada cispadana… E per non parlare della inadeguatezza di trasporti pubblici mirati unicamente al servizio scolastico.
La Casa della Salute di Finale Emilia, con annesso Ospedale di Comunità, potrebbe essere la soluzione a questi disagi, ma i lavori ancora non sono partiti, e li aspettiamo dal 2013. La Regione ha stanziato i fondi per il nuovo ospedale di Carpi, ma la collocazione scelta dal Sindaco aumenta le distanze per chi proviene dai Comuni della Bassa. E’ definitivamente tramontata l’idea di un ospedale baricentrico e per Mirandola si prevede di mantenere gli attuali standard (quindi un netto depotenziamento rispetto ai servizi offerti prima del terremoto) con potenziamento del raccordo tra servizi ospedalieri e servizi territoriali: ne sentiamo parlare da almeno 10 anni, e francamente ci paiono ormai  parole vuote.
Mentre il sindaco di San Felice convoca i cittadini in una pubblica assemblea per illustrare l’ultimatum della Regione, dai sindaci leghisti di Finale e Mirandola tutto tace.