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Discarica di Medolla, l’Osservatorio civico di Finale: “Ennesimo scandalo della Bassa”

da | Gen 23, 2020 | Mirandola, Medolla | 0 commenti

“L’ennesimo scandalo della Bassa: la discarica di Medolla!”. Così da Finale Emilia si giudica quel che sta accadendo a Medolla, dove si è scoperto che entrerà presto  in funzione la discarica di via Speranza, chiusa sei anni fa, ed è previsto che qui verranno messe 245 mila tonnellate di rifiuti speciali. Arriveranno dalla centrale Aimag di Massa Finalese e dall’impianto di compostaggio di Fossoli.

Commentano dall’Osservatorio civico Ora Tocca anoi:

La riapertura di questa discarica rappresenta il fallimento del sistema del compostaggio inteso come processo industriale per la produzione di compost per l’agricoltura.
Il processo aerobico/anaerobico avrebbe dovuto “mangiarsi” la cosiddetta Forsu, invece questo processo mostra clamorose falle ed allora ecco che si fanno nuove discariche…un vero disastro strutturale ed ambientale
Spieghiamo il trattamento anaerobico/aerobico della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, la cosiddetta Forsu, per capire meglio quanto sopra detto.
Gli impianti come quello di Massa Finalese gestito sempre da Aimag, prevedono un primo processo di fermentazione anaerobica della forsu da cui si origina il biogas, che una volta depurato della anidride carbonica diventa biometano che Aimag dovrebbe mettere in rete. Il digestato esausto proveniente dalla fermentazione anaerobica, nel progetto si prevede che vada poi dirottato verso il processo di maturazione aerobica, il cosiddetto compostaggio che come risultato porta ad ottenere il compost, una sorta di ammendante per uso agricolo. Detta così sembrerebbe un ciclo chiuso di smaltimento rifiuti, ma non è evidentemente così.
Se Aimag vuole costruire una nuova discarica in cui i rifiuti conferiti sono prevalentemente rifiuti speciali provenienti proprio dagli impianti di compostaggio, vuol dire che il sistema non funziona, vuol dire che un un’impianto che dovrebbe essere a ciclo chiuso, genera un altro rifiuto.
Questi impianti non dovevano essere a ciclo chiuso?
Evidentemente ci sono molti aspetti problematici che sono taciuti e che mettono in luce le falle del sistema.
Forse il cosiddetto compost non ha quelle caratteristiche così “pregiate” che venivano decantate e probabilmente è un prodotto che non ha quel mercato che le Multiutility come Aimag facevano credere.
E che dire dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue che costituiscono l’altra parte corposa dei conferimenti in discarica a Medolla.
Fanghi che vengono utilizzati anche negli impianti di compostaggio come elemento aggiuntivo.
Non dimentichiamo che i fanghi rappresentano un rifiuto speciale che apporta molte sostanze tossiche, in primis i metalli pesanti.
Altro elemento: è evidente a tutti che i siti di discarica di Medolla sono da considerarsi discariche chiuse, esaurite, nel senso che già da tempo sono stati ampiamente completati i conferimenti autorizzati a suo tempo. E allora come si configura questa cosiddetta “riapertura”?
Non può essere un ampliamento in quanto la precedente discarica è già esaurita, quindi se si configura come una nuova discarica, occorreva prevedere nel progetto la cosiddetta “opzione zero” cioè l’individuazione di un sito alternativo che mi pare non sia stato previsto.
Quindi siamo alle solite si vuole fare l’allargamento di una vecchia discarica, facendola passare come ampliamento, utilizzando l’ alibi del miglioramento ambientale del sito.
È ora di dire basta a questa colossale falsità.
E che dire ancora dell’impatto dei mezzi pesanti relativo al conferimento dei rifiuti ed allo smaltimento del percolato.
Restando ai numeri riportati relativi al solo conferimento dei rifiuti, se fossero confermati i due mezzi pesanti/ora, significherebbe circa 20 mezzi pesanti al giorno (2×10 ore lavorative) che equivalgono a 40 transiti giornalieri (mezzi pesanti in andata e ritorno).
Questo significa che se consideriamo 330 giorni lavorativi in un anno, moltiplicato per i 40 transiti giornalieri, generano un impatto di 13.200 transiti di mezzi pesanti all’anno per quattro anni..
Questi sono solo alcuni numeri dell’impatto ambientale che comporta questa discarica.
Appena avremo tutta la documentazione relativa alla discarica di Medolla, la analizzeremo e siamo disponibili ad incontrare i cittadini di Medolla per cercare di informare su quanto sta accadendo.

Il portavoce Maurizio Poletti

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