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Disabilità e diritto al lavoro – “Non impariamo per la scuola, ma per la vita” Seneca

da | Mar 9, 2020 | Rubriche, Disabilità e diritto al lavoro | 0 commenti

Si chiama “Disabilità e lavoro” la nuova rubrica che Sul Panaro ha deciso di ospitare sulle sue pagine. La tiene l’esperta di risorse umane Francesca Monari.

Sarà uno spazio in cui parleremo di tutti i problemi connessi all’inserimento prefessionale di persone con disabilità, certificata e e non, cercando da dare tutti i punti di vista. Faremo parlare gli imprenditori per capire quali sono i profili più interessanti e se vivono l’obbligo di inserimento lavorativo come un limite o come un’opportunità. Daremo spazio ai formatori e ai responsabili delle  risorse umane, mostreremo obblighi di legge e novità normative. E naturalmente, ci saranno anche i lavoratori o aspiranti tali. Uno spazio per tutti, per capire meglio questo complesso mondo.

Oggi parliamo di formazione con Irina Sansò, responsabile di area presso ForModena, una società che unisce le tre agenzie formative pubbliche del territorio nelle sedi di Modena, Carpi e Rivara di San Felice sul Panaro. Dal 2002, si occupa di progettazione, coordinamento, gestione di varie tipologie di attività ed in particolare da circa 8 anni è la referente per la medesima società (ente capofila) dei progetti (in partenariato con altri enti) Fondo Regionale Disabili, rivolti a persone adulte iscritte al Collocamento mirato – L.68/99”

Quanto è importante, l’accesso alla formazione, per le risorse disabili?

Discorso molto lungo come tutti quelli che fanno riferimento alla disabilità.

In termini generali, la proposta di partecipare ad un’attività formativa, rappresenta comunque un fattore di attivazione di persone che possono essere anche da molto tempo “in attesa di …”.

In certi casi i servizi che hanno in carico i disabili sono consapevoli che l’attivazione, il mettersi in gioco è già un risultato positivo.

Molto dipende dal tipo di disabilità e dalla possibilità di colmare il gap tra competenze che le persone possono avere e competenze attese dal mercato del lavoro.

Rispetto alla legge 68/99 ed alle imprese la situazione è molto variegata: in termini generali abbiamo trovato disponibilità di ascolto nella maggior parte delle imprese con cui interagiamo.

Rispetto alla formazione è opportuna una precisazione: spesso si è portati a credere che attraverso la formazione le persone possano “cambiare magicamente” …diventare competenti, saper fare tutto ciò che la formazione propone, non sempre è così.

Le transizioni formazione / lavoro, scuola / lavoro, lavoro / lavoro sono sempre percorsi lunghi e tortuosi per tutti, ancor di più per le persone con disabilità.

 

Quanti corsi avete attivato negli ultimi due anni?

Tra 2018 e 2019 oltre 80 corsi di Formazione permanente e 10 di Formazione Sistema Regionale delle qualifiche, con il rilascio delle relative certificazioni di competenze.

 

Gli utenti come rispondono? C’è partecipazione e interesse?

Anche su questo versante servono risposte articolate.

In genere le persone rispondono positivamente, specialmente su corsi di formazione di tipo trasversale quali informatica e lingue che rappresentano sia aree di competenza professionali che individuale / personale (di cittadinanza).

Quando il contenuto della formazione è più finalizzato, i corsi sono più lunghi, richiedono un impegno consistente … la risposta è più articolata.

Non sempre la partecipazione alla formazione è funzionale a gestire i molteplici impegni quotidiani che le persone, anche disabili, devono assolvere.

Un elemento che abbiamo notato nelle nostre esperienze è relativo alle positive relazioni che le persone sviluppano tra loro, con la struttura formativa, con i docenti, relazioni che frequentemente durano nel tempo. Tutto ciò rimanda ad una domanda di socialità delle persone che la formazione in genere assicura.

 

Attivate sempre degli stage a fine corso?

Dipende dal corso e dalla sua durata.

Alcuni corsi quelli di Formazione permanente (ad esempio informatica o inglese) hanno una durata di 40 ore e sono senza stage.

Se il corso assume a riferimento il sistema Regionale delle Qualifiche si può articolare in 150 o 300 ore ed è previsto lo stage, solitamente il 40% del monte ore.

 

Ha memoria recente di qualche stage, trasformatosi in contratto di lavoro?

Si, possiamo evidenziare dei percorsi “virtuosi” in cui gli stage, si sono trasformati in Tirocini o anche in assunzioni.

Facendo un esempio recente, nell’ambito di un Corso Amministrativo/Segretariale svoltosi in questi mesi a Modena, su 12 partecipanti in 3 dopo lo stage, dal primo marzo prossimo, avranno un contratto a tempo determinato.

Preciso che non tutti i percorsi hanno questo tipo di esito, magari fosse così!!, può però accadere che si stabilisca un “perfetto incastro” tra le caratteristiche delle persone e le esigenze delle aziende e/o associazioni.

 

Un ringraziamento sentito va alla dott.ssa Sansò per la disponibilità, per la gentilezza e soprattutto per le notizie positive che ci ha dato.

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