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Rimborsi per le imprese, la beffa del click day: Mirandola resta fuori

da | Mag 27, 2020 | In Primo Piano, Curiosità, Mirandola | 0 commenti

MIRANDOLA –  Poco più di 3150 le domande di rimborso ammesse e 194.175 quelle rifiutate: questi i risultati del bando Impresa Sicura pubblicati il 21 maggio da Invitalia. I 50 milioni di euro stanziati per le aziende come rimborso sull’acquisto di dispositivi e strumenti di protezione individuale, sono stati bruciati in meno di un minuto. La prova ci viene data proprio dall’elenco delle prenotazioni ammesse a presentare domanda di rimborso: l’ultima è stata accettata alle 09:00:01.0467494.

Una “corsa al secondo” che ha lasciato tutti di sasso. Si, perchè il click day è una soluzione scelta per premiare i più veloci a compilare i moduli di domanda, al di là del fatto che siano più o meno meritevoli dei finanziamenti. Posto che uno abbia tutte le carte in regola per accedervi, poi sta all’impiegato addetto a compilare la domanda non perdere tempo e farlo appena apre il bando. Che batticuore.
Stavolta però, si è arrivati al parossismo, con più di 3000 domande presentate tutte nello stesso secondo. E in un minuto il bando era chiuso.

La cosa ha decretato l’esclusione della maggior parte dei richiedenti e ha inevitabilmente acceso gli animi: sono migliaia le segnalazioni delle aziende rimaste fuori dal bando, indignate dalla modalità con cui è stata gestita la selezione. Tra le imprese rimaste “a bocca asciutta” anche la Cima s.p.a di Mirandola al quale va il beffardo titolo di

essere la prima tra le escluse.

Ma cosa può essere successo, le aziende scartate sono state troppo lente? Anche l’A.T.O.M di Maranello fa parte delle “escluse” e Paola Flori (una dei soci dell’azienda) non ha dubbi. Come ha spiegato in una intervista a un quotidiano locale, molte aziende hanno usato dei software specializzati in grado di processare in automatico le domande in frazioni di secondo, facendo credere al sito Invitalia di essere persone “reali”.
E’ uno dei trucchi che l’italica inventiva ha messo in campo, e il web è pieno di pagine di suggerimenti e di vere e proprie gare tra imprese informatiche a chi ha il software migliore per arrivare primi nei click day. Un mercato delle vacche che centra poco con il sostegno pubblico all’impresa.

“Nessun corto circuito. Invitalia ha lavorato con efficacia e capacità come sempre”, si è affrettata a far sapere Invitalia con una conferenza stampa dell’amministratore delegato Domenico Arcuri il 23 maggio.