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Effetto Covid: diminuisce l’export modenese nel primo trimestre 2020

da | Giu 15, 2020 | Medolla, Lavoro | 0 commenti

Sono già evidenti le ripercussioni della pandemia sulle esportazioni modenesi: lo attestano i dati Istat sul primo trimestre 2020, elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena.

Le esportazioni provinciali da gennaio a marzo ammontano a 3.111 milioni di euro, con una diminuzione congiunturale pari al -7,1% che corrisponde a 238 milioni in meno rispetto a quanto esportato nel quarto trimestre 2019. Di solito si rileva un andamento similare nel terzo trimestre dell’anno per la chiusura estiva degli stabilimenti produttivi.

Meno negativo il calo tendenziale (-4,4% rispetto al primo trimestre del 2019), che tuttavia risulta più pesante sia dell’andamento regionale (-2,4%), sia di quello nazionale (-1,9%), risultato spiegato dalla notevole vocazione all’export della provincia di Modena che basa più del 50% del suo valore aggiunto sulle vendite all’estero.

A livello regionale solamente tre province mantengono un trend positivo: Parma (+9,2%), Ravenna (+1,5%) e Bologna (+1,1%). Tutte le altre risultano in calo, con diminuzioni anche sensibili come Ferrara (-13,7%), Reggio Emilia e Rimini, con un calo del 9,9% per entrambe.

La top ten delle province italiane per valore dell’export vede Milano sempre al primo posto, con un incremento dell’1,3%, unica provincia positiva insieme a Bologna (+1,1%), mentre tutte le altre presentano andamenti tendenziali negativi, in particolare Brescia (-7,5%) e Bergamo (-6,4%). In questo quadro di cali generalizzati, Modena mantiene la nona posizione.

Tuttavia non tutti i settori merceologici risultano in diminuzione, infatti crescono a livello tendenziale le esportazioni del settore agroalimentare (+2,7%) la cui produzione non è stata interessata dal lockdown; in aumento anche il “tessile abbigliamento” (+1,6%) e la ceramica (+1,0%). Tuttavia sono in sensibile calo le “macchine e apparecchi meccanici” (-9,1%) e i “mezzi di trasporto” (-7,1%), che insieme rappresentano più della metà dell’export provinciale. Infine, anche il settore biomedicale presenta una forte diminuzione tendenziale delle vendite estere (-12,8%), che in questo caso non è dovuta ad una chiusura degli stabilimenti, bensì ad un consistente incremento della domanda nazionale di prodotti biomedicali che ne ha deviato le vendite verso il mercato interno.

L’andamento dell’export modenese per aree geografiche mostra una inusuale variabilità, con incrementi sensibili di vendite verso alcune zone, come il Medio Oriente (+27,0%), i paesi europei non appartenenti alla UE (+14,8%) e l’Africa Centro Sud (+14,7%), mentre risultano in forte calo l’Africa del Nord (-30,8%), l’Asia (-20,6%) interessata per prima dalla pandemia, l’America Centro Sud (-18,2%).

Il mercato più importante, l’Unione Europea a 15, vede le prime diminuzioni (-3,8%), mentre vanno ancora bene le esportazioni nei paesi dell’Est Europa che si sono uniti successivamente alla UE (+3,7%).

Nella classifica dei primi dieci paesi di sbocco, gli Stati Uniti perdono il podio dopo anni di permanenza al primo posto (-5,0%), superati dalla Germania (+3,1%). L’andamento degli altri paesi è molto differenziato: accanto a diminuzioni decise, come Francia (-6,3%), Regno Unito (-7,9%), Spagna (-7,4%) e Austria (-7,0%), si rilevano incrementi importanti, in particolare per la Svizzera (+28,9%) e il Giappone (+25,0%), mentre restano più stabili i Paesi Bassi (+1,2%) e il Belgio (+1,8%). Degno di nota, inoltre, il forte calo della Cina (-50,7%) dovuto alla pandemia, che la fa uscire dalla top ten.

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