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Sisma 2012. In commissione i dati della ricostruzione: “il lockdown non ha fermato i cantieri”

da | Giu 6, 2020 | Camposanto | 0 commenti

“Nell’area del cratere la ricostruzione non si è mai fermata. I mesi del lockdown non sono andati perduti”. Lo ha chiarito in Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità presieduta da Stefano Caliandro, il sottosegretario alla presidenza Davide Baruffi, in merito alla ricostruzione post sisma 2012 a otto anni dall’evento. “In molti cantieri, il lockdown non è neanche avvenuto,” ha precisato il sottosegretario, che ha spiegato come siano state adottate anche “disposizioni straordinarie per garantire tempistiche più flessibili e accelerare l’erogazione di risorse per gli interventi in programma sia su piattaforma Mude che Sfinge”. Baruffi ha poi riportato qualche dato sulla ricostruzioni, in primis quella abitativa. “Quasi il 95 per cento della popolazione è tornato nelle proprie abitazioni. Il totale dei contributi concessi dal 2012 ammonta a 3miliardi, di cui 2,4miliardi liquidati con il 78 per cento delle case già ultimato”.

Per quanto riguarda la ricostruzione del settore produttivo (industria, agricoltura e commercio) su 1,9miliardi concessi, 1,6 miliardi sono già stati liquidati; 2.663 progetti sono stati conclusi, ovvero il 76 per cento di quelli approvati. Il sottosegretario ricorda anche i contributi per la messa in sicurezza degli immobili produttivi – 63milioni destinati a 1.573 imprese, di cui oltre il 76 per cento già liquidato.

Infine, sul versante della ricostruzione pubblica sono stati finanziati 1.656 progetti per un totale di 1miliardo e 400 milioni. “Un terzo degli interventi è stato concluso ma erano i più semplici, il grosso è ancora in fase attuativa, mentre il 40 per cento in fase di progettazione” ha spiegato l’esponente della Giunta. È proseguito poi l’intervento finalizzato alla rinascita dei centri storici nel perimetro del cratere ristretto: “per questi trenta comuni, in aggiunta ai 18milioni erogati dalla Regione nel 2018 sono stati stanziati ulteriori 30milioni” ha chiarito Baruffi. Inoltre, per favorire il ripopolamento e la rivitalizzazione anche commerciale di queste aree sono stati previsti tre bandi (e un quarto che dovrebbe uscire a novembre 2020 per facilitare il più possibile anche chi non fosse riuscito a partecipare ai primi tre in questi mesi di lock down) di 35milioni e un bando straordinario di 14milioni (uscita prevista a novembre 2020).

Dati, considerazioni e spiegazioni, quelle del sottosegretario Baruffi, condivise da Palma Costi. La consigliera del Partito democratico, che ha ammesso, prima di intervenire, “di essere di parte” vista l’esperienza da assessore e la propria provenienza, mettendo in evidenza come “la ricostruzione privata sia in fase conclusiva. Le imprese sono state tutte ricostruite e lavorano, a eccezione di alcune del settore agricolo”. E ha aggiunto: “L’esecutivo regionale ha fatto bene ad accelerare sulla liquidazione dei contributi vista la situazione generata dal lock down”. La dem ha ricordato che “quello che ancora resta da fare riguarda la parte pubblica e quella vincolata. Gran parte di chi è fuori casa è in una situazione abitativa vincolata dove, nei progetti di ricostruzione, interviene la soprintendenza”. E su questo la consigliera ha lanciato una prima proposta: “Serve personale dedicato come nella prima fase di ricostruzione. Serve questo personale per le soprintendenze in modo che tutta la parte progettuale venga espletata. Insomma: una struttura speciale in grado di accompagnare la ricostruzione pubblica e quella privata vincolata”. La seconda proposta della dem riguarda il cratere: “In stretta sinergia con i comuni, garantendo comunque tutele a chi uscirà dalla ‘zona rossa’, si deve andare verso una riduzione del suo perimetro”. Altro tema toccato è quello che riguarda i dipendenti della struttura della Regione dedicata alla ricostruzione: “Si deve avviare un percorso di stabilizzazione- ha spiegato- che necessariamente deve passare per un concorso”. Infine, Costi ha ricordato “l’importante ruolo del distretto biomedicale. Deve essere un modello: si è investito molto su ricerca, innovazione, formazione e sulla costruzione di una filiera e questo ha permesso a quel territorio di crescere e di creare posti di lavoro”.

A rompere “l’idillio”, come sottolineato dallo stesso consigliere, ci ha pensato Michele Facci. L’esponente della Lega ha ricordato per prima cosa che, “ancora dopo otto anni, ci sono famiglie che aspettano una soluzione definitiva” e, come seconda cosa, che “sulla vicenda ricostruzione è in corso un processo, in cui- ha rimarcato più volte- la Regione è parte lesa, ma che dimostra la sottovalutazione da parte dell’amministrazione regionale della capacità di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico emiliano-romagnolo”. Altro tema su cui si è concentrato Facci è quello riguardante i numeri: “I macrodati sono importanti ma devono essere approfonditi. Quando abbiamo chiesto questi approfondimenti ci è stato detto che non aveva il diritto di conoscerli apponendo come motivazione un rifiuto alla divulgazione dei dati. Così facendo crescono i dubbi. E allora per fugarli chiediamo di conoscere il numero di domande presentate e soprattutto quello degli accertamenti effettuati per capire se la ricostruzione è avvenuta seguendo i valori di mercato oppure se sono stati erogati denari non congrui”. Diversi i leghisti che hanno partecipato al dibattito. Maura Catellani ha chiesto se sono stati fatti controlli sulle competenze professionali dei tecnici. Emiliano Occhi, invece, ha posto l’accento sulla necessità di spiegare ai cittadini che l’evento sismico è un fenomeno che interesserà sempre il territorio e che quindi serve investire sulla prevenzione e sugli adeguamenti degli edifici. Infine, Simone Pelloni ha ricordato l’importanza di procedere alla stabilizzazione dei dipendenti che lavorano nella struttura amministrativa e tecnica della ricostruzione. Pelloni ha anche messo in evidenza la mancanza di un cronoprogramma per l’uscita dalla fase della ricostruzione: “Siamo amministratori, dobbiamo darci obiettivi”, ha specificato.

“Ci sono domande che ancora non sono state processate e domande a cui non sono stati ancora accreditati contributi,” ha fatto presente Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia). “In questo momento di crisi, l’accredito di fondi già stanziati a chi ne ha diritto, potrebbe rappresentare un grande aiuto economico”, ha suggerito, aggiungendo che “il cratere del sisma del 2012 era circoscritto rispetto alla pandemia in corso e, dunque, viene da chiedersi con quale ottimismo la Regione propagandi di guardare al futuro”.