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Luciano Ligabue a Mirandola, per lui il Premio Pico

da | Ott 17, 2015 | Mirandola | 0 commenti

A leggere il motivo del conferimento, Vasco Errani, e mentre ascoltava le parole di encomio, per Luciano Ligabue un momento di commozione. “Per avere messo a disposizione, insieme a quello di tanti altri artisti, il proprio talento, ideando e realizzando il concerto “Italia Loves Emilia” volto alla ricostruzione di diverse strutture scolastiche emiliane danneggiate dagli eventi sismici del maggio 2012, recitava la motivazione. Tanta gioia e commozione anche tra i fans assiepati fuori dalla sala guardando il maxischermo.

Si è svolta oggi a Mirandola la tredicesima edizione del premio “Pico della Mirandola”. Ad organizzare l’evento, alla presenza di oltre 400 persone, è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, che ha confermato l’alta qualità del premio intitolato al filosofo e umanista mirandolese, la cui breve ma intensa vita ha lasciato una traccia indelebile nella storia della cultura italiana ed europea.

La cerimonia si è aperta coi saluti istituzionali di Giovanni Belluzzi, Presidente della Fondazione Cr Mirandola, e del Sindaco di Mirandola, Maino Benatti, e con un intervento di Cosimo Quarta, Segretario generale della Fondazione Cr Mirandola.

A seguire si è svolta la cerimonia di premiazione, coordinata dal Prof. Rainer Masera. Le laudationes si sono alternate al conferimento dei premi ed agli interventi dei premiati, sottolineati dagli applausi del folto pubblico. L’iniziativa si è conclusa con il saluto del presidente della giuria, Rainer Masera.

I premiati e le motivazioni

Premio Sezione Internazionale al Prof. Jacques De Larosière, Governatore onorario della Banca di Francia

(Lettura laudatio, Prof. Rainer Masera)

Motivazione: Come Direttore Generale del FMI ha contribuito a salvare il sistema monetario internazionale dopo la caduta di Bretton Woods. Ha svolto un’azione fondamentale come Governatore della Banca di Francia per l’efficace condotta della politica monetaria e per una rigorosa opera di vigilanza del sistema bancario. Ha evitato una crisi profonda della BERS assumendone la Presidenza in momenti critici e riportandola rapidamente, con successo, all’obiettivo fondante di sostegno ai Paesi dell’Europa dell’Est. È una delle principali forze trainanti dell’Unione Economica e Monetaria in Europa, anche come economista e accademico.

Premio Sezione Nazionale al Prof. Antonio Paolucci, Storico dell’Arte, Direttore dei Musei Vaticani

(Lettura laudatio, Prof. Giuseppe Morbidelli)

Motivazione: Per lo straordinario contributo che, con il suo impegno in vari livelli delle Istituzioni e della Cultura, ha dato alla tutela, valorizzazione e conoscenza del patrimonio storico artistico italiano.

Premio Imprenditoria Locale all’ing. Luciano Fecondini, Presidente di Medica S.p.A.

(Lettura laudatio, Prof. Gianguido Sacchi Morsiani)

Motivazione: Per aver contribuito, attraverso  Medica S.p.A., all’ innovazione e allo sviluppo scientifico-tecnologico di dispositivi elettromedicali e monouso per trattamenti extracorporei del sangue, anche per neonati. Di rilevanza internazionale i risultati ottenuti nella purificazione microbiologica dell’acqua, nella medicina biorigenerativa, nello sviluppo di tecnologie di estrusione di membrane in polisulfone.

Premio Sezione Fondazione Cr Mirandola al dott. Vito Zincani, Giurista e Magistrato

(Lettura laudatio, Dott. Giovanni Belluzzi)

Motivazione: Per avere saputo unire all’attività professionale di magistrato l’impegno volto alla formazione di diverse generazioni alla cultura della legalità.

Premio Speciale a Luciano Ligabue

(Lettura laudatio, Vasco Errani)

Motivazione: Per avere messo a disposizione, insieme a quello di tanti altri artisti, il proprio talento, ideando e realizzando il concerto “Italia Loves Emilia” volto alla ricostruzione di diverse strutture scolastiche emiliane danneggiate dagli eventi sismici del maggio 2012.

 

Ed ecco l’intervento di  Maino Benatti, sindaco di Mirandola

Buon giorno a tutti e benvenuti a Mirandola.

Ringrazio di cuore la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e Carisbo che mi hanno invitato a porgere a voi un saluto, ma ancora di più li ringrazio per avere, dal lontano 1989 (questa è la tredicesima edizione), organizzato questo splendido Premio Pico della Mirandola, importante occasione per premiare tante personalità che con il loro lavoro, con il loro valore, con la loro passione sono state protagoniste della storia internazionale e locale, ma comunque grande, degli ultimi trenta anni. Ringrazio quindi anche la giuria che ha scelto di premiare per questa manifestazione celebri economisti, grandi scienziati, importanti imprenditori, artisti di fama mondiale, persone impegnate nella cultura e nella moda e che sono state esempio per la loro umanità e capaci di grandi gesti di solidarietà. Si è voluto, con il Premio Pico, prima di tutto premiare la persona. L’uomo che si innalza con la propria forza culturale e la propria passione per dare un contributo di progresso alla comunità umana, alla comunità nazionale o locale. Inoltre questa manifestazione, ispirata al grande umanista e modernissimo filosofo mirandolese Giovanni Pico, ha portato lustro e occasioni di confronto culturale alla nostra città. Anche quest’anno saranno insigniti di questo premio autorevoli personalità che si sono distinte in precisi campi dell’attività umana.

Nell’economia che ha, in questi ultimi anni, dispensato tante promesse ma che dopo una rovinosa crisi che ha investito prima di tutto il mondo occidentale, ora ha bisogno di fare tesoro di ciò che è avvenuto, riprendendo una missione importante per l’umanità: costruire ricchezza da ridistribuire e benessere per tutti con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze che rischiano invece di ampliarsi. Vorrei ricordar che proprio nei giorni scorsi il premio Nobel per l’economia è stato attribuito al professor Angus Deaton esperto di welfare, consumi e disuguaglianze, per lo studio sulla dinamica della ricchezza e della disuguaglianza. Ciò fa ben sperare.

Nella cultura, che dà alle persone, le armi migliori per poter costruire un percorso di sviluppo morale e di emancipazione. L’Italia ha un immenso patrimonio di grandi valori culturali e artistici, il nostro Paese proprio per questo ha una significativa responsabilità nei confronti di tutta l’umanità e di chi verrà dopo di noi: la necessità di conservarli e di valorizzarli. In questo momento l’Emilia vive con ansia e preoccupazione la distruzione e l’inagibilità dei nostri tesori storici e artistici a causa del sisma del 2012, mentre il tempo passa.  E’ una ferita dolorosa che è impegno di tutte le istituzioni rimarginare con il recupero completo nei prossimi anni. Così ci si riprende una parte dell’identità di questa terra.

Nell’impresa, luogo dove si produce ricchezza vera. Ricchezza individuale e collettiva, della comunità. Dove si produce cultura, cultura del lavoro e dignità dell’uomo, cultura della ricerca e dell’innovazione e in questo caso cultura della salute e della vita umana. Proprio per questo abbiamo deciso, dopo il terremoto, che la ricostruzione doveva partire dalle imprese.

Nella legalità perché abbiamo purtroppo bisogno di buoni maestri che con la parola, con il loro lavoro e con il loro esempio ci sveglino dal torpore, dall’indifferenza, dalla rassegnazione, perché l’illegalità è una cancrena che rischia di infettare a fondo il corpo sociale, economico, civico ed etico del nostro Paese. E l’unica medicina è l’impegno di ognuno di noi, giorno dopo giorno, nel quotidiano, perché la legalità è una precondizione culturale perché una comunità sia coesa e possa progredire.

Nella solidarietà perché con il terremoto abbiamo perso tante cose fuori e dentro di noi, che vogliamo recuperare, ma abbiamo trovato tanti amici, vicini e lontani, come diceva qualcuno, amici che non ci conoscevano, ma che hanno messo a disposizione per noi, tempo, fatica, competenze, talento, entusiasmo, passione per darci una mano in quel momento drammatico. E’ stato allora che noi abbiamo capito che non eravamo soli, abbandonati e abbiamo avuto la certezza che ce l’avremmo fatta. Quella è stata la scossa che ha rimesso in moto il nostro spirito. E’ prima di tutto merito loro la nostra rinascita. Noi avremo sempre un debito di riconoscenza nei loro confronti.

Per concludere, ho riletto l’elenco dei premiati in queste tredici edizioni e ho visto pochissime donne. Credo che nel mondo, in Italia, nella nostra terra, siano tante le donne che per il loro lavoro, per la loro sensibilità, il loro spirito e capacità per il loro contributo allo sviluppo dell’umanità possano essere premiate nei prossimi anni con il Premio Pico.

Chiudo il mio saluto ringraziando la Fondazione Cassa di Risparmio per il grande impegno quotidiano sul territorio con il sostegno a tante attività sociali, culturali e di sviluppo.

Grazie di cuore e buon lavoro.

 

 

 

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