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Una sera al cinema: Zootropolis

da | Mar 25, 2016 | Cinema, Recensioni | 0 commenti

Disney propone una città dove predatori e prede convivono pacificamente: solita favoletta animalista o denuncia sociale? Buona lettura!

La locandina

La locandina

La trama

Una soffice coniglietta con il fondoschiena ornato da un soffice batuffolo bianco decide di entrare nella polizia, avvolta dall’ilarità generale. Da un  banale rapimento si troverà ben presto coinvolta in una storia più grande di lei, con intrighi torbidi, boss malavitosi, truffatori esperti e scomode verità da gestire. La volpe Nick Wilde diventerà un prezioso alleato per la lotta contro il crimine.

Doppiaggio valido… a momenti

A quanto pare tutto il budget è stato speso per i doppiatori, in quanto il film inizia secco e diretto, senza il consueto cortometraggio iniziale (anche aspettando la fine dei titoli di coda nulla appare sul grande telo). La storia è divertente e ben gestita, i personaggi ben assortiti e notiamo molti doppiatori eccellenti: Massimo Lopez (il sindaco CuorDiLeone), Ilaria Latini, Leo Gullotta, Diego Abatantuono…

Il vero dramma inizia per i personaggi secondari, dove troviamo uno gnu figlio dei fiori (Yax) doppiato da Paolo Ruffini (il genio che diede della “bella topa” a Sofia Loren – venendo poi massacrato dai social, ve lo ricordate?!) e Frank Matano (da quanto ho potuto apprendere da informatori fidati sembra che canti) nel ruolo di un ladruncolo dall’accento napoletano.

Per fortuna trattandosi di personaggi secondari hanno pochissime battute, per cui il mal di pancia passa presto: in sala ho visto…

  • genitori tappare vigorosamente a due mani le orecchie ai propri pargoli
  • cuffie spuntare in sala per ascoltare l’ultimo successo dei Cugini di Campagna
  • parti indotti in sala per evitare danni cerebrali al feto
  • tentativi di amputazione dell’apparato uditivo con fucili a canne mozze
  • tappi insonorizzanti professionali per martelli pneumatici applicati con il silicone
  • alcuni sono scappati chiedendo asilo…

Ognuno ha cercato di difendersi come poteva. Io ero impreparato, di solito queste “ospitate” poco gradite capitano su film di animazione secondari, dove si punta su nomi famosi per sopperire ad una storia scadente: il continuo biascicare di Ruffini mangiando tutte le vocali nel vago tentativo di risultare simpatico rende impossibile decodificare la storia dello gnu, per cui bisogna procedere intuendo dal contesto.
Anche chiamando il direttore di sala mi è stato confermato che l’impianto audio non aveva problemi, è l’audio originale doppiato del film.

Emozioni al cardiopalmo

Valutando che, grazie al blu-ray e al DVD, è possibile impostare l’audio originale americano sottotitolato per le scene doppiate da Ruffini, il film si presenta bene: storia avvincente, colpi di scena, citazioni imperdibili come quella del Padrino, doppiato da un vero siciliano (Leo Gullotta) e chiaro omaggio alla saga che consacrò Al Pacino nell’olimpo dei grandi attori.

Oltre a colpi di scena mozzafiato che faranno drizzare i capelli ai nostri piccoli amici salterelli, il messaggio della storia è interessante: invita ad abbattere i pregiudizi e a conoscere meglio le persone, tema cruciale visti i recenti scontri e le generalizzazioni su interi popoli a priori. Una maggiore conoscenza aiuta a vedere le differenze e ad appianarle, anziché lo scontro diretto nudo e crudo.
Zootropolis invita anche a non adagiarsi sulle posizioni consolidate (io preda tu cacciatore) ma ad impegnarsi se si vuole ottenere qualcosa nella vita.

Concludendo

A parte alcune scelte di doppiaggio indecenti che meriterebbero l’ingresso in pompa magna dei Navy Seals nell’ufficio del direttore e il deferimento immediato dall’albo nazionale dei doppiatori, Zootropolis è ben gestito e regala momenti di ironia formato famiglia. Memorabili i momenti-omaggio al Padrino e la lentezza dei bradipi, talmente estenuante da risultare comica. Peccato per la mancanza del cortometraggio iniziale, una grave caduta di stile.

Un’ottima storia per imparare che le differenze sono spesso mentali , possiamo giudicare qualcosa solo conoscendolo e non a priori. Un modo simpatico per affrontare un tema importante con i propri figli (mi raccomando i tappi acustici per le scene sopra citate, è meglio evitare di lesionare il timpano in giovane età, potrebbe servirgli in futuro).

Voto: 8/10