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Mercati ambulanti, ecco cosa cambia dal 2017 con la direttiva Bolkestein

da | Dic 23, 2016 | Economia | 0 commenti

Cavezzo e i suoi mercati settimanali: un pezzo della storia della città. Il loro futuro attraversa una delle direttive europee che maggiormente sono discusse. In Italia la si conosce soprattutto grazie al calcio, ma in pochi sanno cosa sia esattamente la direttiva Bolkestein, che tanto spaventa i venditori ambulanti, che cosa prevede e come funzioni.

La direttiva, che prende il nome dall’ex commissario per la Concorrenza e il Mercato Interno, l’olandese Frits Bolkestein, mira a garantire il rispetto della libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi.

Che, quindi, ogni cittadino appartenente all’Unione Europea possa proporre all’interno dell’U. E. la propria attività.

I venditori ambulanti sono preoccupati; dal gennaio 2017, in virtù dell’articolo n. 12 della direttiva, essi dovranno partecipare ai bandi per il rinnovo delle licenze insieme agli ambulanti di tutta Europa e alle società di capitali.

In pratica un venditore spagnolo (o francese, rumeno, tedesco) che vuole trasferirsi temporaneamente in Italia dovrà avere gli stessi diritti di un venditore ambulante italiano che presta i suoi servizi.

E viceversa.

Come funzionerà?

Creando degli sportelli unici dove, in questo caso gli ambulanti che arrivano dall’estero, possano espletare le formalità necessarie, anche via Internet, eliminando ogni tipo di discriminazione.

La direttiva Bolkestein promuove, infine, la tutela dei consumatori, l’assicurazione professionale, la risoluzione delle controversie, la collaborazione tra autorità nazionali e la creazione di codici di condotta.

«L’’ufficio commercio del Comune di Cavezzo, già da alcuni mesi confluito sotto la responsabilità della Polizia Municipale – afferma il vice sindaco Flavio Lodi – ha iniziato il lavoro di analisi.

In tale fase è stata predisposta una griglia, resa pubblica anche sul sito del Comune, sia delle assegnazioni sia delle relative scadenze.

Dal 2017 s’inizierà coi bandi in base alle scadenze definite dalla normativa.

Il cambiamento non dovrebbe condurre a sostanziali modifiche per chi aveva già posteggi e li occupava direttamente.

Consente a chi lavorava direttamente al mercato di conservare il proprio posto, mentre potrebbe consentire a nuovi ambulanti di entrare sulla piazza, se posseggono requisiti e diritti.

E’ importante notare che il mercato domenicale di Cavezzo – prosegue Lodi – è inserito fra quelli storici.

In base a tale specificità, il regolamento prevede che ci siano delle categorie merceologiche esclusive.

I 120 banchi, quindi, sono inseriti nelle categorie: prodotti alimentari (9), abbigliamento (75), calzature (10), generi vari (biancheria per la casa, bigiotteria, borse, cinture, accessori di abbigliamento, merceria, tessuti 14), generi specializzati (articoli per cicli, moto, auto, articoli di arredamento e ornamentali, fiori freschi e secchi 4), oggetti per la casa (3), articoli mancanti (8) e produttori agricoli (4).

Così le licenze si possono scambiare solo all’interno delle stesse categorie ed eventualmente si possono ampliare solo le categorie sotto rappresentate.

Il nuovo regolamento che dovremmo riguardare il prossimo anno intende mantenere le linee di fondo, magari raggruppando alcune sottocategorie per ridurre la confusione nei sub ingressi.

L’idea è di mantenere il più possibile elevata la qualità delle merci e di evitare che si concentri tutto su poche categorie, per lo più abbigliamento.

La situazione non è comoda il mercato degli ambulanti si trova in grosse difficoltà. Le insidie sono tante per chi opera nel settore: i mercati straordinari quasi tutte le domeniche in giro per la provincia, i centri commerciali, gli outlet e il commercio elettronico.

Difficile trovare soluzioni solo con una collaborazione fra comune, associazioni, commercianti in sede fissa e ambulanti si può tentare di trovare soluzioni a queste difficoltà».

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