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Cispadana, Lugli chiede rispetto per il Consiglio Comunale di Finale Emilia

da | Apr 10, 2017 | Finale Emilia | 0 commenti

Cispadana, Lugli chiede rispetto per il Consiglio Comunale di Finale Emilia. Il consigliere di Rifondazione Comunista scrive una nota sul dibattito caldo di questi giorni sulla Cispadana. Ecco il testo.
 
Bonaccini, Confindustria e sindaci dell’Area Nord: tutti uniti contro il sindaco di Finale Emilia nel difendere l’Autostrada Cispadana spiegando che a breve partono i cantieri e che non ci sono alternative alla soluzione autostradale. Sono le stesse motivazioni con cui 11 anni fa la Regione scippò la cispadana urbana a questo territorio, ma che sono smentite da una realtà che ci consegna un iter progettuale ancora in corso, il fallimento del project financing e il trasferimento dell’opera in capo allo Stato nella ricerca di denaro pubblico, visto che i soldi dei privati non ci sono.
 
Assieme al M5S ho presentato la mozione contraria all’Autostrada Cispadana approvata a larga maggioranza dal Consiglio comunale di Finale Emilia, e a costoro chiedo di aver maggior rispetto delle decisioni assunte dall’assemblea elettiva e messe coerentemente in pratica dal sindaco Palazzi. O forse Bonaccini, Confindustria e Sindaci dell’Area Nord vogliono sostituirsi al Consiglio comunale di Finale Emilia?
 
E se proprio non vogliono ascoltare Finale Emilia, abbiano il rispetto e la capacità di ascolto di tutti coloro che si oppongono all’Autostrada Cispadana, visto che al Ministero dell’Ambiente non è arrivata solo l’osservazione contraria del Comune di Finale Emilia, ma di ben 84 soggetti, spesso in rappresentanza di comitati, associazioni e partiti, fra cui anche Rifondazione Comunista.
 
E se il consenso attorno all’Autostrada Cispadana è in forte calo, gran parte del merito va a tutti i soggetti sociali e politici che formano il Coordinamento cispadano NO Autostrada e che da anni svolge un ruolo di informazione con dati mai smentiti diffondendo conoscenze e argomenti a territori spesso ignari delle conseguenze ambientali, sociali ed economiche che una simile grande opera determina.
 
Ribadiamo che la soluzione autostradale va abbandonata il prima possibile: a 11 anni dall’approvazione dell’Autostrada Cispadana è palese che non ci sono le condizioni progettuali ed economiche per realizzarla, ed è altrettanto palese che con le medesime risorse pubbliche che la Regione destina alla realizzazione dell’autostrada, ovvero 180milioni di €, è possibile realizzare quella cispadana urbana connessa con i centri urbani e industriali che serve al territorio della bassa modenese e dell’alto ferrarese.

Chi sostiene il contrario non lavora per questo territorio, ma lo sacrifica come anello di congiunzione in una idea di mobilità in cui l’Autostrada Cispadana è un tassello di un più vasto progetto che punta a collegare Tirreno e Adriatico con un’autostrada. Opporsi all’Autostrada Cispadana significa opporsi soprattutto a questa idea obsoleta e antieconomica di mobilità, che per le imprese per prime dovrebbero respingere a gran voce”.