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Sisma 2012, le rivelazioni del presidente della Commissione Ichese

da | Feb 6, 2019 | In Primo Piano, Mirandola, Rapporto Ichese | 0 commenti

MIRANDOLA – Sono destinate a suscitare polemiche le parole di Peter Styles, professore emerito di geofisica all’Universita di Keele, in Gran Bretagna, e tra il 2012 e il 2014 presidente della commissione Ichese.

A quasi cinque anni dalla pubblicazione del report, Styles ha rilasciato un’intervista alla rivista scientifica Sapere, ripresa dall’emittente radiofonica bolognese Radio Città del Capo, in cui lamenta lamenta fughe di notizie, pressioni da parte delle aziende titolari delle concessioni minerarie e scarsa trasparenza nelle istituzioni, ma soprattutto afferma: “Con il senno di poi, non sono sicuro che tutte le informazioni che avrebbero potuto essere rilevanti per le nostre decisioni siano state messe a nostra disposizione e quindi potrebbe essere prudente – alla luce degli eventi devastanti del 2012 e con un occhio al futuro – dare un’ulteriore occhiata a queste attività considerando l’enorme e accurato lavoro svolto in merito negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti”.

È su questo punto che Radio Città del Capo avanza dei dubbi e rilancia:

È un fatto che nel rapporto conclusivo della commissione Ichese non si faccia alcuna menzione della sperimentazione della sovrappressione che fu fatta nella seconda parte del 2011 nel sito di stoccaggio gas naturale di Minerbio. La concessione di Stogit fu una delle concessioni esaminate da Ichese perché considerata abbastanza prossima agli epicentri dei terremoti del 20 e 29 maggio. In tutte le 213 pagine della relazione conclusiva non si cita mai la sovrappressione. Singolare che un evento di quel tipo, una sperimentazione di iniezione di gas nel sottosuolo al 106% di pressione rispetto a quella originaria di giacimento, per un volume di 356 milioni di metri cubi di gas, non sia finito sotto gli occhi della commissione e nemmeno menzionato nel report conclusivo. Se a questa singolarità di unisce il dubbio di Styles che forse qualche dato non fu loro fornito, viene da chiedersi: non sarebbe opportuno riconvocare la commissione Ichese, ricontrollare il materiale fornito, acquisirne di nuovo e verificare se davvero le attività minerarie non c’entrano proprio nulla con i terremoti che uccisero 27 persone e fecero decine di miliardi di danni nella bassa tra Modena, Ferrara e Bologna?