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Consegnate più di 70 mila firme contro l’allevamento a Finale Emilia

da | Nov 9, 2017 | Finale Emilia | 0 commenti

La petizione contro il maxi allevamento aperta da LEAL è volata e nel giro di poco tempo ha quasi raggiunto 71mila firme consegnate mercoledì 8 novembre ai sindaci di Finale Emilia Sandro Palazzi e di Bondeno Fabio Bergamini e alla dottoressa Simonetta Poli, responsabile del Servizio Valutazione, Impatto e Promozione sostenibilità ambientale – Regione Emilia Romagna. 

Lo riferisce in un comunicato stampa la Lega Antivivisezionista, che dalla scorsa estate è impegnata, insieme all’Osservatorio Civico “Ora tocca a noi” e agli ambientalisti, in una dura opposizione al progetto. 

“Leal – si legge nella nota stampa – ha poi lanciato una petizione che con 71mila firme (la raccolta rimane aperta) indica come i cittadini non approvino queste industrie della morte. Gian Marco Prampolini presidente LEAL Lega Antivivisezionista, ricorda: “Stiamo parlando di un ecomostro, un impianto pensato per un enorme allevamento intensivo che porterà inquinamento, miasmi, svalutazione immobiliare, pessima pubblicità e un inferno per migliaia di animali come documentato da numerose e recenti investigazioni in decine di allevamenti italiani”.

Secondo quanto riportato dalla LEAL, in questi giorni si sta discutendo la valutazione di impatto ambientale del progetto che “se approvato vedrebbe trivellazioni per raggiungere le falde acquifere ad uso allevamento con grandi perplessità in merito al possibile collegamento con gli sciami sismici di questa zona, già fortemente provata dall’ultimo terremoto”.

“Questa Regione – sottolinea Stefania Corradini di LEAL Ferrara-Bologna – è già tutta fortemente impattata e degradata dalla presenza di allevamenti intensivi. Riteniamo che un nuovo impianto di questa portata sarebbe una scelta davvero impopolare in un territorio così pesantemente sfruttato da questi insediamenti. Non dimentichiamo che un allevamento di queste proporzioni richiederebbe l’impiego di una quantità esorbitante di risorse idriche e non farebbe che aumentare il già intenso traffico su ruote nella zona. Abbiamo dibattuto anche queste gravi criticità in un convegno che LEAL ha organizzato lo scorso 7 ottobre a Finale Emilia dove relatori esperti, tra i quali l’Onorevole Mirko Busto, ingegnere per l’ambiente e il territorio, hanno esposto i reali pericoli di progetti di questa portata.

“Come si può pensare – aggiunge Maria Cristina Testi, responsabile LEAL Modena – di continuare irresponsabilmente a dare vita a nuovi maxi allevamenti intensivi, al di là di ogni logica di contenimento che ogni Paese civile dovrebbe mettere in atto per politiche più attente alle problematiche ambientali, locali e globali? LEAL Lega Antivivisezionista diffonde uno stile di vita vegan ed è contro ogni forma di allevamento e crudeltà nei confronti di ogni vivente. Invitiamo le istituzioni a non ignorare il fatto che già da anni l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) e la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) hanno espressamente invitato i Governi ad orientarsi verso una drastica riduzione del consumo di carne e derivati, a causa dell’insostenibile impatto ambientale che gli allevamenti hanno sul Pianeta”.

“LEAL – conclude il comunicato – chiede ufficialmente alle Istituzioni interessate una valutazione attenta e responsabile sulla fattibilità del progetto, tenendo conto di come una cittadinanza già esasperata da esalazioni mefitiche, spargimento di liquami, inquinamento da nitrati e frequenti contaminazioni di falde acquifere non sottoscriverebbe mai il progetto”.

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