Questo è l’archvio articoli di sulpanaro.net
Qui trovi tutti gli articoli che non sono più disponibili sul sito del nostro quotidiano

Presunti pedofili della Bassa, la sorella di un bimbo: “Mio fratello parlò di famiglie che non conosceva”

da | Gen 26, 2018 | In Primo Piano, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Cronaca | 0 commenti

Sala piena, attenzione altissima, rabbia, senso di impotenza e tanta, tanta commozione. Siamo all’incontro che si è tenuto a Modena giovedì sera per illustrare i risultati dell’inchiesta giornalistica Veleno, realizzata da Pablo Trincia per Repubblica e che ha avuto come oggetto i procedimenti giudiziari sulla drammatica storia relativa ai presunti pedofili della Bassa che a fine anni Novanta ha visto allontanare dalle loro case di Massa Finalese, Finale Emilia e Mirandola 16 bambini. Minorenni che raccontarono di aver subito abusi terribili, violenze sessuali, messe nere, assassinii.
Le loro dichiarazioni portarono ad alcune condanne e tantissime assoluzioni, con processi che oggi si chiede di ridiscutere. Nel frattempo però, morti, dolore e disiperazione si sono abbattuti sulle Bassa. L’inchiesta di Repubblica riporta alla luce 20 anni dopo tutta la storia, ponendo una serie di interrogativi sul modo in cui vennero fatti parlare i bambini e su come vennero svolte le indagini e i processi. Si chiede giustizia, e che chi ha sbagliato paghi.

Giovedì sera è stata data voce anche a chi fino ad oggi non ha mai parlato. “Sono Deborah, dico il mio vero nome perché ci tengo e sono la sorella di Dario”, ha detto dal palco una giovane donna, sorella del primo bambino che con i suoi racconti diede il via all’inchiesta “Volevo soltanto dire che Dario mi manca tanto – ha detto – in famiglia non è mai stato toccato e si è inventato nomi e famiglie che neanche conosceva”. Poi – l’estratto dei due interventi è visibile qui – ha parlato Lina Marchetti Morselli, rievocando il terribile giorno in a cui le vennero portati via figli, marito e nipoti.

C’è sete di giutizia, c’è bisogno che la verità venga ristabilita. E anche se dalla Procura di Modena hanno già  espresso pubblicamente un parere negativo parlando di “inopportunità di rimestare vicende dolorose”, la domanda di verità non si placa.

Il video della serata

LEGGI ANCHE