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Uomo stuprato a Mirandola, l’arrestato nega le accuse

da | Set 20, 2019 | In Primo Piano, Mirandola | 0 commenti

MIRANDOLA –  “Non sono stato io, non gli ho messo le mani addosso”. Si difende così l’imbianchino 39enne di origini napoletane accusato di avere seviziato, maltratto e stuprato un 38enne mirandolese che lavorava con lui e viveva nell’appartamento sopra al suo. Il caso scosse Mirandola: il 38enne arrivò il 3 settembre al Pronto Soccorso del Santa Maria Bianca in condizioni drammatiche. Sul suo corpo i segni di una violenza brutale.
Finì in coma, subì tre operazioni chirurghiche e i medici gli trovarono vecchie fratture mai curate. Inizialmente raccontò di essere stato aggredito in un parco pubblico da estranei, poi confessò che a ridurlo in quello stato era stato il suo principale e padrone di casa, che da due anni lo picchiava, maltrattava, centellineva il denaro e lo teneva in uno stato di soggezione molto simile alla schiavitù.

Giovedì mattina per il presunto aguzzino, arrestato lunedì dopo una rapida indigine di polizia, c’è stato l’interrogatorio di garanzia in cui ha raccontato la sua versione dei fatti. Ha negato violenze, aggressioni e lo stupro, spiegando che, anzi, lui si sarebbe preso cura dell’amico aiutandolo in un momento di difficoltà dopo che questi si era separato e cominciava ad avere problemi di dipendenza con l’alcol. E le lesioni e le vecchie fratture? E i testimoni che vedevano il 38enne girare per la città e arrivare in cantiere dolorante e zoppicante? L’imbianchino le spiega con lo stato di alterazione da alcol in cui spesso di trovava il mirandolese, che cadeva e si faceva male da solo.

E mentre l’avvocato della difesa studia la carte e si prepara a chiedere di ridimensionare la portata dell’accusa, il giudice per le indagini preliminari ha confermato la detenzione in carcere. L’imbianchino deve rimanere al Sant’Anna.