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Pienone a Mirandola per l’assemblea su Veleno, l’inchiesta sui pedofili della Bassa

da | Dic 4, 2018 | Mirandola, Finale Emilia | 0 commenti

MIRANDOLA – Per assistere a “La Rottura del silenzio”, convegno per fare il punto su quanto ricostruito dall’inchiesta giornalistica Veleno sui pedofili della Bassa, c’era il pienone della grandi occasioni all’Auditorium di Mirandola. Tutti attenti ad ascoltare Pablo Trincia, il giornalista che ha scoperchiato dopo vent’anni le storie che la Magistratura ha messo sotto la sue lente su segnalazione dei servizi sociali di Mirandola, quando 16 bambini vennero allontanati dalle loro famiglie accusate di averne fatto oggetti sessuali durante riti satanici.

Sul palco, oltre a Trincia, c’era anche “Sonia”, il nome non è il suo, che ha  raccontato: “Mi sono sentita sequestrata da assistenti sociali, psicologhe, giudici e tutto quello che c’era dietro”, e dopo vent’anni è tornata nella sua terra, a fianco alla madre naturale, Daniela. Sonia l’ha contattata un anno fa al vecchio numero di telefono che la bimba di allora ricordava a memoria: la madre non l’aveva mai cambiato sperando che prima o poi la figlia l’avrebbe cercata. Come lei, con i giornalisti di Veleno altri 3 fra i 16 bambini del processo hanno detto che all’epoca dei fatti si sono sentiti manipolati, e hanno ritrattato le accuse.

Nel video, la registrazone della serata di Mirandola (l’articolo prosegue dopo il video)

Alla serata ha partecipato anche l’avvocata Patrizia Micai che rappresenta alcune famiglie distrutte dalla vicend e Lorena Morselli Covezzi, cui vennero tolti quattro figli che non ha mai più rivisto. Da lei l’appello a questi bambini ora diventati uomini e donne alttrove: «Le comunità di Massa Finalese e della Bassa modenese vi aspettano da vent’anni a braccia aperte. Cercate i vostri fratelli e le vostre sorelle, la verità è una sola».

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