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Bonaccini e quel post inopportuno su Coronavirus e sisma

da | Feb 26, 2020 | Mirandola, Finale Emilia | 0 commenti

Ce la faremo anche questa volta, come accadde dopo il sisma del 2012. L’Emilia-Romagna, grazie in primis alla sua gente, non si piega mai“. Questo messaggio è comparso, martedì notte, sulla pagina Facebook del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: un parallelo fra la situazione di panico – perché tale è – generata dal Coronavirus e della copertura mediatica che esso ha, e i sismi che ci colpirono nel maggio 2012.

Ora, certo: sicuramente l’Emilia-Romagna e la sua gente non si piegano, e un messaggio del genere sui social network funziona, ma da queste parti, essendo sensibili all’argomento (perché l’abbiamo avuto in casa, il sisma) a tanti il post è parso quantomeno inopportuno e incauto. Quel sisma fu una tragedia vera e propria che, per diverse persone e per la comunità, sotto tanti aspetti ancora non si è risolta. Davvero l’epidemia da COVID-19, così come la stiamo sperimentando in Emilia-Romagna, può essere assimilabile nelle sue conseguenze (“ce la faremo anche questa volta, come accadde dopo il sisma del 2012”) a quanto successe allora? Nessuno sottovaluta l’emergenza, che pare essere solo agli inizi, tuttavia – per specificità e modalità – il paragone appare discutibile.

Dei quasi 500 commenti che al momento sono online in calce al post, gran parte sono elogiativi delle parole di Bonaccini. Questo va sottolineato, anche se in realtà non abbiamo contezza di eventuali cancellazioni di possibili commenti non graditi, ad opera dei social media manager. Tuttavia, verrebbe anche da chiedersi quanti, fra coloro che hanno commentato, il terremoto l’abbiano vissuto sulla propria pelle, sui muri delle proprie case, sulla psiche dei propri cari o sappiano quali sono state le conseguenze, visibili anche a quasi otto anni di distanza: a giudicare dal tenore dei commenti, gran parte incentrati sulla retorica in stile emilianochecelafa (caratteristica peraltro reale degli emiliani, d’accordo), forse sono ben poche persone. Del resto, i sismi del 2012 sono considerati sismi emiliani, ma hanno colpito prettamente un’area circoscritta: è lecito sostenere che a Bologna, a Parma, a Piacenza e anche a Modena città, in fondo, quel terremoto non sappiano davvero cosa ha comportato.

Pertanto, l’unico commento negativo che compare in calce al post di Bonaccini recita così: “Capisco la retorica e la necessità di essere istituzionali – scrive un utente – ma per favore Presidente rinsavisca almeno lei. Paragonare questo psicodramma umorale da soap opera ad una vera tragedia come il terremoto 2012 è quasi offensivo“.
Touché, anche perché, proprio dalle istituzioni che ora chiedono di evitare panico e allarmismi, un parallelo così – perché allora panico e allarmismo erano legittimi e giustificati anche dalla paura dell’ignoto, diciamocelo chiaramente: un sisma non si può controllare né prevedere, la progressione di una epidemia forse sì – in questo momento appare illogico. Più avanti, vedremo.

Ecco, ci si può intendere sulla sensibilità: offensivo o meno, comunque è insensato. Perché, sì, stiamo parlando davvero di cose diverse.

 

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