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Mirandolexit

MIRANDOLA, CAVEZZO E CONCORDIA, FINALE EMILIA, CAMPOSANTO, MEDOLLA, SAN POSSIDONIO, SAN PROSPERO E SAN FELICE –  Mirandola è uscita dall’Unione ComuniArea Nord. Il recesso è stato votato dal Consiglio comunale e diventerà operativo entro il 2020.

Il sasso l’ha lanciato il deputato mirandolese della Lega Guglielmo Golinelli: l’Unione Comuni Area Nord – Mirandola, San Felice, Finale Emilia, Concordia, Medolla, Cavezzo, Camposanto, San Prossidonio e San Prospero –  è “un ente azzoppato, più un peso che un beneficio”, da cui uscire è visto come “inevitabile”.

Il malumore di Mirandola per i troppi oneri che le vengono attribuiti all’interno dell’Unione è storia antica. Mirandola mette molti soldi e molto personale nell’Unione, gli altri non fanno lo stesso, è l’accusa.
E se già l’Unione zoppicava quando era monocolore, tutta Pd, ora che è arrivata la Lega al governo in tre Comuni su nove sembra implosa nell’ingovernabilità.

Una Unione, quella tra i nove Comuni della Bassa Modenese, che peraltro non è mai stata completata visto che ancora Cavezzo e Finale Emilia hanno i loro Vigili Urbani, e Finale Emilia, Cavezzo, e San Possidonio ancora gestiscono da sè gli asili nido. Il Comune di Cavezzo non si sta occupando della polizia municipale come previsto e Concordia è senza ragioneria nonostante la delega del sindaco Luca Prandini proprio alla ragioneria.

I 29 servizi dell’Unione prevedono unlunghissimo elenco di assenti.
_ per quanto concerne la Polizia Locale aderiscono solo 7 Comuni, assenti Cavezzo e Finale;
_ per l’educazione e promozione ambientale solo 5 comuni, assenti Camposanto, Medolla, San Felice e Finale;
_ per la Centrale Unica di Committenza (CUC), solo 4 Comuni, assenti Concordia, San Possidonio, Cavezzo, San Felice e Finale
_ per il coordinamento pedagogico, 6 comuni, assenti Cavezzo, Camposanto e Finale;
_ per i servizi educativi 0-6 anni, frequenza scolastica e accesso ai servizi, integrazione, qualificazione ed orientamento, un totale di 6 comuni, assenti Cavezzo, San Possidonio e Finale;
_ per il personale, 6 comuni, assenti San Possidonio, San Felice e Finale;
_ infine per quanto concerne ragioneria e controlli, 5 comuni, assenti Concordia, San Possidonio, San Felice e Finale.

E che dire dei malumori dei sindacati sul fronte lavoro, dove su 200 dipendenti dell’Unione sono ritenuti troppi i dirigenti, e cè troppa disparità sul trattamento economico con gli altri lavoratori, che sono soprattutto maestre?
E poi, chi comanda nell’Unione?  Chi è la voce politica a capo dell’esecutivo? Pur essendoci una presidenza, non ha la stessa forza che aveva un sindaco nei confronti dei dipendenti comunali.

Tutto è scoppiato, però, sull’onda della rabbia per la delega alla Sanità che era stata tolta al sindaco di Mirandola, neo presidente Ucman, Alberto Greco. E si è incancrenito con lo stop all’avvio dei centri estivi per i bambini dato a Mirandola per aspettare che tutti gli altri Comuni fossero pronti.

La pazienza è finita davvero? Mirandola, San Felice, Finale Emilia, Concordia, Medolla, Cavezzo, Camposanto, San Prossidonio e San Prospero hanno ancora voglia di stare insieme? O si preferisce riesumare il vecchio progetto di Comune Unico, senza Finale Emilia e San Possidonio che non troppo tempo fa era propugnato dal Pd?

 

Ecco tutti gli articoli del nostro speciale Mirandolexit, così come è stata ribattezzata la volontà di Mirandola di uscire dall’Ucman.

 

 

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Postato il

28 Febbraio 2020