Scuole in Emilia-Romagna, decide il Governo e si saprà solo sabato se riaprono o no

da | Feb 28, 2020 | In Primo Piano, Mirandola, In primo piano, In primo piano | 0 commenti

E’ quanto ha comunicato il neo assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini dopo la riunione del presidente della Regione coi sindaci del territorio. Nella conferenza stampa riassuntiva, è stato fatto il punto sui nuovi contagi, che nella nostra regione a venerdì sera hanno toccato quota 145 casi. Nel modenese sono 18, oltre a Carpi, anche a Novi.

Ha detto Donini che venerdì sera è in corso una riunione a Roma col Governo e le più importati autorità scientifiche  in cui saranno definite le linee guida cui attenersi e sabato mattina saranno rese note. “In questi casi deve parlare la scienza , al di fuori di ogni suggestione e contestualizzazione di ordine politico. Facciamo parlare la scienza  – ha detto Donini – e atteniamoci a quello che ci indicherà domani questo documento. E’ stata raccolta l’istanza di poter allentare le musre precauzionali in particlar modo sumusei, cinema, teatri e sulle produzioni culturali: è indicazione che proviene dal territorio. Vedremo se ci sarà consegnato un indicatore quantitativo o no.
Per quanto riguarda le scuole di ogni ordine o grado ci atterremo a quello che domani ci verrà indicato: la condizione dei nostri bimbi è per noi essenziale. La decisione l’assumeremo domani dopo che ci verrà consegnato il documento del Governo. Le indicazioni del territorio, anche per le scuole, è quella di allentare un po’ le misure precauzionali, anche lì deve parlare la scienza”.

L’assessore ha anche specificato la reintroduzione del certificato medico per chi rientra a scuola, spiegando che è una misura provvisoria pe rchi si ammala da qui al 15 marzo.

La conferenza stampa di Donini

Per quanto riguara le scuole, adesso ‘dobbiamo progressivamente tornare alla vita normale’ – ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, prima di incontrare nel pomeriggio i sindaci della regione per decidere se prorogare o meno di un’altra settimana le chiusure delle scuole e delle altre attività sospese per il coronavirus.

‘Decidiamo oggi pomeriggio. Ora mi risento coi colleghi presidenti e col Governo’, aveva detto Bonaccini uscendo dall’aula dell’Assemblea legislativa che si è appena insediata per il nuovo mandato. Occorre, spiega la posta in gioco il governatore, ‘valutare se debbano essere estesa complessivamente per un’altra settimana le misure restrittive o se togliere qualche sospensione’. Ad esempio quella che ad oggi impedisce agli emiliano-romagnoli di andare al cinema o al teatro. Probabile dunque che le scuole restino chiuse.

‘Se è possibile un accordo nazionale? Me lo auguro – risponde Bonaccini ai cronisti – ma cercheremo di prendere il provvedimento migliore possibile nell’interesse della comunuità emiliano-romagnola. Mi pare che quello che abbiamo deciso per questa settimana sia stato compreso e anche molto apprezzato. Adesso dobbiamo progressivamente tornare alla vita normale e vediamo quali possono essere le misure per farlo, senza mettere in discussione che la salute viene prima di tutto’. Bonaccini la prossima settimana sarà nel piacentino, la zona più colpita della regione dall’epidemia di coronavirus.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE

Verrà presa domani la decisione sulle misure per contrastare il coronavirus, a partire dalla chiusura o riapertura di nidi e scuole. “Aspettiamo infatti il provvedimento che adotterà il Governo sulla base del confronto con la comunità scientifica atteso per domani”, afferma l’assessore regione alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. “E’ giusto che la scienza parli e attraverso dati medico-scientifici auspichiamo si possano prendere decisioni omogenee nelle Regioni”.

La decisione di andare a domani ha concluso la riunione di oggi pomeriggio a Bologna, in Regione, che il presidente Stefano Bonaccini ha svolto con i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti delle Province per fare il punto della situazione. Si è fatta una valutazione territorio per territorio, alla luce dell’ordinanza sulle misure precauzionali firmata dal presidente Bonaccini e dal ministro alla Sanità, Roberto Speranza, in vigore fino a domenica 1^ marzo e che prevede fra le altre misure la chiusura di nidi e scuole e la sospensione di manifestazioni pubbliche.

“Tornare alla normalità è oggi il nostro imperativo- ha aggiunto Donini-, e condividiamo coi territori l’idea di valutare una possibile ripresa dell’attività di musei, cinema e teatri, seppur con limitazioni negli accessi da definire, ma occorre prendere decisioni con rigore scientifico e su basi certe al fine di tutelare, con la prevenzione, la salute dei cittadini emiliano-romagnoli”.

Da domani, inoltre, ha annunciato il presidente Bonaccini, si insedierà l’Unità di crisi regionale sul Covid-19 – oggi la firma del decreto istitutivo – che agirà in continuità con il sistema di governance dell’emergenza adottato fino ad oggi, per prendere su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna le decisioni necessarie, ed uniformi, per affrontare la crisi Coronavirus.

L’unità di crisi regionale, in costante contatto con il Comitato operativo nazionale, è composta dal presidente Bonaccini, che la presiede, dal Prefetto di Bologna (o un suo delegato), dall’assessore alle politiche per la Salute, Raffaele Donini, dall’assessore alla Protezione Civile, Irene Priolo, dal Direttore generale cura della persona, salute e welfare e da quello dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, nonché da un rappresentante di Anci e Upi Emilia-Romagna.

Potranno essere invitati componenti e strutture operative di Protezione civile e delle Aziende sanitarie locali, o altri dirigenti/funzionari regionali o appartenenti ad altre Pubbliche amministrazioni in considerazione di specifiche esigenze ed in relazione alle competenze che dovessero essere necessarie. Già domani la prima riunione.

 

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