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Dopo Bologna e Nonantola, anche Modena sconta le rette degli asili chiusi per Coronavirus

da | Mar 4, 2020 | In Primo Piano, Mirandola | 0 commenti

Dopo Bologna e Nonantola, anche Modena sconta le rette degli asili chiusi per Coronavirus. Per quanto riguarda Mirandola, San Felice, Finale, Cavezzo, Camposanto, Concordia, San Possidonio, San Prospero e dintorni, ancora nessuna decisione ufficiale è stata resa nota.

Spiegano dal Comune di Modena:

Le famiglie con bambini iscritti a nidi d’infanzia comunali e in convenzione, alle scuole d’infanzia comunali, della Fondazione Cresci@amo, statali e convenzionate non sosterranno la spesa relativa alle settimane non frequentati a causa della chiusura dei servizi educativi decisa da Regione e Governo per contenere la diffusione del Covid 19.

Lo ha deciso la Giunta del Comune di Modena nella seduta di oggi, martedì 3 marzo, quando l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi, insieme ai tecnici, ha anche illustrato gli effetti del provvedimento sul sistema scolastico nel suo complesso e la situazione di difficoltà di imprese e lavoratori. Tema che l’amministrazione comunale sottoporrà a Governo, Regione ed Anci insieme alle richieste per garantire adeguate forme di sostegno.

Rispetto alle famiglie, l’assessora Baracchi e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli già nei giorni scorsi, contestualmente alla chiusura di scuole e servizi educativi, avevano annunciato che erano allo studio degli uffici le misure da attuare affinché le ricadute del mancato servizio non pesassero ulteriormente su chi ha anche dovuto organizzarsi in emergenza per l’accudimento dei figli addossandosi spese e disagi.

Dal bollettino di pagamento della retta relativa al mese di febbraio, in arrivo tra qualche giorno, l’importo da pagare sarà decurtato di un quarto del totale, ovvero della cifra corrispondente alla settimana di febbraio in cui i servizi educativi sono rimasti chiusi. La stessa cosa accadrà per il mese di marzo relativamente al periodo di effettiva sospensione del servizio, cioè fino all’8 marzo secondo le disposizioni vigenti, salvo il provvedimento non venga ulteriormente prorogato, nel qual caso la retta sarà adeguata al periodo di effettiva apertura.

Gli uffici stanno dunque provvedendo a ricalcolare gli importi dei pagamenti delle rette di febbraio di nidi comunali e convenzionati (complessivamente 1450 bambini), che sono rette personalizzate e che in molti casi godono anche della scontistica applicata grazie alla manovra regionale, e che saranno in tutti i casi ridotti del 25 per cento.

Analoga decurtazione del 25 per cento sarà applicata alle rette dei bambini che frequentano le scuole d’infanzia comunali, convenzionate, statali e della Fondazione Cresciamo, che vengono ugualmente saldati con bollettino emesso dagli uffici comunali. Si tratta per l’esattezza di 924 bambini delle materne comunali, 843 delle statali, 747 della Fondazione Crescia@mo, 403 delle convenzionate.

I calcoli saranno effettuati automaticamente dagli uffici e non è necessario presentare alcuna richiesta. Il provvedimento di riduzione del pagamento è esteso anche agli altri servizi scolastici prestati dal Comune, come il servizio di trasporto scolastico, il pre-scuola o il prolungamento scolastico quando fornito, per i quali si sta invece valutando un rimborso a conguaglio.

Per il mese di febbraio il provvedimento a sostegno delle famiglie peserà sulle casse del Comune circa 190 mila euro e una cifra analoga si può già calcolare anche per il mese di marzo.

Durante la seduta di Giunta è stato ribadito che l’amministrazione comunale ha ben presente anche le difficoltà che stanno vivendo tutte le lavoratrici e i lavoratori che ruotano intorno al mondo della scuola, dal personale di appoggio, alle aziende che forniscono i servizi di ristorazione, di pulizia, di trasporto, dai lavoratori interinali per le sostituzioni fino ai gestori delle strutture private. Un indotto che da solo non può addossarsi costi così ingenti che rischiano di mettere a repentaglio centinaia di posti di lavoro.

 

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